Sanità: registro morti cardiache improvvise giovani Toscana Unica regione ad averlo attivato finora è Veneto

Un registro per le morti cardiache improvvise giovanili verrà presto istituito in Toscana. Ad annunciarlo la Regione. L'iniziativa è a conclusione del progetto Torsade per il monitoraggio e la prevenzione delle morti improvvise cardiache giovanili, avviato grazie al bando Fas salute 2014 e con termine nell'ottobre 2018. Al momento solo il Veneto, si spiega, è l'unica Regione in Italia ad avere attivato un registro per le morti improvvise giovanili, "che ha permesso di identificare in maniera efficace l'eziologia di molti casi di MI, con importante beneficio preventivo per i familiari". "La morte di Davide Astori ci ha molto scosso e fatto riflettere - dice l'assessore toscano alla salute Stefania Saccardi -. Lo piangiamo con la sua famiglia, gli amici, i compagni. E' difficile accettare che un ragazzo di 31 anni sano e forte possa morire così, in un attimo. Per questo riteniamo fondamentale il ruolo della ricerca scientifica, che può aiutarci a indagare le cause di queste morti e prevenirle in futuro. E' questo il senso del progetto Torsade e del registro che verrà istituito a conclusione del progetto stesso". Capofila del progetto Torsade, è il dipartimento di neuroscienze, psicologia, area del farmaco e salute del bambino dell'Università di Firenze e ha come partner l'Istituto nazionale di ottica del Cnr e la medicina molecolare e dello sviluppo dell'Università di Siena. Torsade ha avuto un contributo della Regione di 698.000 euro (il costo complessivo è 900.000 euro). La morte improvvisa cardiaca (Mi), ricorda la Regione, colpisce ogni anno in Italia più di 1.000 giovani con età inferiore ai 40 anni, e insorge frequentemente in soggetti apparentemente sani. La Mi riconosce cause quasi esclusivamente aritmiche e nella maggior parte dei casi esiste una cardiopatia sottostante, nota o occulta, che spiega la suscettibilità alle aritmie. Lo screening cardiologico obbligatorio negli sportivi, attivo dal 1982, ha ridotto in parte la mortalità per Mi nei giovani sportivi, ma la maggioranza dei soggetti a rischio rimangono ancora non identificati. L'assenza in Toscana di un registro come quello veneto, si spiega ancora, "rappresenta una grave limitazione alle possibilità di prevenire casi di Mi. Inoltre, anche in soggetti a rischio ben noti, la scarsità di farmaci efficaci e la notevole invasività dei defibrillatori impiantabili rende difficile una prevenzione efficace".(ANSA).

Notizia del: ven 09 mar, 2018

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