Rifiuti: polemica Sei Toscana-Ato su disservizi. Cgil, una beffa la sospensione contratti somministrazione.

Nessuna interruzione di servizio, ma solo situazioni di difficoltà su cui si sta lavorando: Sei Toscana risponde così all'Ato rifiuti Toscana Sud, che in seguito a segnalazioni "pervenute da molte amministrazioni comunali"di disservizi, forse originati dallo stop ai rinnovi dei contratti precari in seguito all'approvazione del Decreto Dignità, aveva chiesto il ripristino del servizio di raccolta. "Non è tollerabile che il nostro territorio, e la Toscana del sud, debbano subire disservizi dovuti all'incuria e all'inadeguatezza della gestione di questa prestazione che per altro gode di un appalto da 3 miliardi", ha detto il sindaco di Arezzo e presidente dell'Ato, Alessandro Ghinelli. "La situazione in alcuni territori può essersi enfatizzata in conseguenza dell'afflusso turistico e delle importanti temperature delle ultime settimane, che generano l'aumento di alcune tipologie di rifiuti, nonché dell'avvio di alcuni servizi domiciliari", sostiene Sei Toscana, secondo cui si tratta di "una situazione tutto sommato sotto controllo". Nel frattempo, il Comune di Monte San Savino, insieme agli altri Comuni della Valdichiana, ha avviato la richiesta di un procedimento sanzionatorio nei confronti di Sei e "si riserva anche di effettuare denuncia presso la Procura - si legge in una nota - per interruzione di pubblico servizio". Dal canto suo la Fit-Cisl esprime "preoccupazione per gli oltre 400 interinali a cui non è stato rinnovato il contratto", e chiede per settembre "l'apertura di un tavolo che coinvolga azienda, organizzazioni sindacali e amministrazioni locali". Per Nidil Cgil Siena e Fp Cgil Toscana "la scelta di sospendere 200 contratti in somministrazione dando la responsabilità ad un decreto denominato Dignità sia una beffa per tutti i lavoratori coinvolti che da anni sono in missione garantendo la qualità del servizio svolto" e "affidare per i prossimi tre mesi, e forse oltre, i servizi alle cooperative e' la via più sbagliata sia in termini di qualità del servizio che per l'accettabilita' che un lavoratore di una cooperativa riceva meno salario e meno tutele a parità di lavoro svolto".(ANSA).

Notizia del: gio 09 ago, 2018

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