Le vertenze, lo stato di salute dei settori, le mobilitazioni: "autunno caldo" per la Fiom Cgil Firenze

Le vertenze del territorio, lo stato di salute dei vari settori, gli effetti del Decreto Dignità, le prossime mobilitazioni: la Fiom Cgil Firenze fa il punto della sua attività in vista di un autunno che si preannuncia “caldo”, a settembre sarà chiesto un incontro a Confindustria. Sulla vertenza Bekaert: “anche se il Governo dovesse cadere, il tavolo deve restare aperto”

Sono 923 le aziende del territorio fiorentino in cui sono presenti lavoratori iscritti alla Fiom Cgil; e sono 421 i delegati sindacali della Fiom Cgil di Firenze eletti nelle Rsu di 148 aziende metalmeccaniche della provincia negli ultimi tre anni. Nell'industria, dai dati sulla certificazione della rappresentanza depositati all'Ispettorato Territoriale del Lavoro al 31 dicembre 2018, la Fiom fiorentina elegge oltre l'80% dei delegati totali.
Per la Segreteria della Fiom Cgil di Firenze, circa il settore dell'industria metalmeccanica, “è significativo il dato che in una decina di aziende dove storicamente non c'era alcuna Rappresentanza Sindacale i lavoratori hanno deciso di eleggerla scegliendo la Fiom, segno che quando le condizioni di lavoro non migliorano i lavoratori si organizzano col sindacato per cambiarle”.
Si tratta di 421 delegati che vigilano sul rispetto del contratto nazionale e provano a contrattare condizioni migliorative in un settore, quello dell'industria metalmeccanica, che in questi primi mesi del 2019 ha dimostrato una sostanziale tenuta con alcune differenze tra i vari comparti. Da gennaio ad oggi i funzionari della Fiom hanno tenuto oltre 700 ore di assemblea coinvolgendo gli addetti delle piccole ditte artigiane fino a quelli del Nuovo Pignone e firmato più di 80 accordi sindacali; 25 di questi relativi all'attivazione di ammortizzatori sociali o mobilità e i restanti per la gestione degli orari di lavoro, permessi e accordi integrativi.

LO STATO DI SALUTE NEI VARI SETTORI

L'ingresso di multinazionali e grandi industrie (che nel tempo hanno acquisito società del territorio) ha permesso di mettere in sicurezza un corposo tessuto produttivo di qualità. E’ il caso della Neri di Barberino di Mugello passata a Marchesini Group, della Atop di Barberino Tavarnelle passata al gruppo Ima (già presente con lo stabilimento di Calenzano che nell'ultimo anno ha visto una significativa crescita degli addetti), di Laika acquisita prima dal gruppo tedesco Hymer e oggi agli americani di Thor Industries, della Emmeci di Fucecchio entrata in Coesia, della Figli di Enio Pescini acquisita da Valentino che oggi si chiama Valentino Metal Lab e di molte altre imprese che grazie al saper fare degli addetti danno prestigio a chi li ha acquisiti.
Regge bene dal Chianti al Mugello la meccanica generale, la produzione di impianti per l'industria di vino e olio mantiene i livelli degli anni precedenti. A segnare una decisa crescita a livello di fatturato e di personale sono le aziende che realizzano accessori moda come la Mami di Sesto Fiorentino, la Giosi 2 di Campi Bisenzio, l'FGF di Scarperia e San Piero, la LCS Stamp di Barberino di Mugello ed altre anche se questa florida espansione è sempre soggetta ai movimenti dei brand committenti che alternano picchi di richiesta a brusche frenate mettendo a rischio la tenuta dei piccoli artigiani e di tutto il distretto.
Il settore informatico registra fatturati in crescita ma le aziende non intendono redistribuire in maniera consistente e collettiva questa ricchezza con i lavoratori (concedendo premi individuali a scapito di quelli collettivi, di importi spesso modesti). Per di più le aziende tendono inoltre a responsabilizzare eccessivamente i lavoratori, che rimanendo connessi anche al di fuori dell'ufficio, allungano di fatto l'orario di lavoro senza un corrispettivo aumento della retribuzione, rendendo gli informatici operai ottocenteschi del nuovo millennio.
Settori strategici come la telefonia e fibra, in cui operano Sirti e Sittel, risentono di un'instabilità legata all'incapacità della politica di tracciare le linee di sviluppo industriale per il nostro Paese. Sono sempre più necessari un rilancio delle tecnologie e una formazione professionale estesa, anche in vista dell'arrivo del 5G che modificherà gli attuali strumenti di lavoro.

IL DECRETO DIGNITA’

Notiamo un effetto negativo del decreto dignità che ha aperto la strada ad un utilizzo massivo da parte delle aziende dello staff leasing e alla non riconferma di somministrati.

SICUREZZA SUL LAVORO

Vista la tendenza di molte imprese a non predisporre misure adeguate per prevenire incidenti sul lavoro pur di risparmiare, ci preme ricordare la firma di alcuni accordi per i bandi Isi Inail, ovvero finanziamenti a fondo perduto promossi dall’Inail al fine di incentivare investimenti per le imprese in interventi votati al miglioramento della sicurezza sul lavoro, che nel nostro caso hanno reso possibili bonifiche da amianto di capannoni e l'acquisto di torni a controllo numerico che rendono più sicuro il processo produttivo.

AUTUNNO CALDO

Settembre sarà un mese decisivo per la vertenza Bekaert: se cade il governo Conte non cambia niente, perché il governo è stato inesistente durante tutta la vertenza dal punto di vista industriale, anche se è stato lodevole il reinserimento della Cigs, col decreto proposto dai sindacati recepito dall’esecutivo. Ora l’auspicio è che quel tavolo, indipendentemente da chi sarà al Governo, sia ancora in piedi. Ci aspettiamo una nuova convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico per discutere in maniera approfondita di quelle che finora erano solo manifestazioni di interesse e che speriamo a settembre siano piani industriali elaborati per il rilancio di un'attività che possa farsi carico di tutti i lavoratori ancora in cassa integrazione, obiettivo che al momento si è prefissato solo il Comitato promotore della Cooperativa costituita da un gruppo di lavoratori Bekaert.
Il 16 settembre chiuderà il bando aperto per cercare soggetti interessati all'acquisto di Inso, la società di progettazione e costruzione di infrastrutture, ex controllata da Condotte d'Acqua. Ci auguriamo che quanto prima sia venduta a una realtà che presenti un piano industriale serio e di prospettiva.
Nelle due più grandi aziende fiorentine, Nuovo Pignone BHGE e Leonardo (ex Finemccanica), settembre sarà anche il mese del confronto sul contratto integrativo. Per Leonardo è già iniziato con la definizione del capitolo inerente le relazioni industriali mentre per il Nuovo Pignone si avvierà la trattativa con la direzione aziendale.
Infine settembre sarà anche il mese che ci vedrà impegnati a portare nei luoghi di lavoro la proposta per il rinnovo del contratto nazionale dell'industria, siglata insieme a Fim e Uilm. La piattaforma, se condivisa dai lavoratori metalmeccanici chiamati ad esprimersi con il voto certificato dopo lo svolgimento delle assemblee in ogni luogo di lavoro, sarà la base del confronto con Federmeccanica.

COSTITUZIONE E SOLIDARIETA’

Al fianco del nostro impegno sindacale continueremo a portare avanti quello civico che ci tiene sempre in prima linea nel promuovere i valori della Costituzione, della democrazia e della solidarietà dentro e fuori i luoghi di lavoro. Lo faremo ancora con maggiore forza per contrastare il clima di crescente odio e intolleranza che quotidianamente si manifesta contro le fasce più deboli della popolazione, donne e migranti.

LA RICHIESTA A CONFINDUSTRIA

Noi, come Fiom, Confindustria non la incrociamo quasi più in nessun tavolo di trattativa, dalle crisi ai rinnovi contrattuali. Ci piacerebbe avere Confindustria a fianco, che ci aiutasse a trovare delle soluzioni per la salvaguardia di posti di lavoro. Nel mese di settembre come segreteria della Fiom chiederemo ufficialmente un incontro con i vertici di Confindustria Firenze su come affrontare le crisi nei settori che rappresentiamo.

Firmato: la segreteria della Fiom Cgil di Firenze

Notizia del: ven 09 ago, 2019

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