Livorno: sequestrati 300 kg di cocaina, valore 21 milioni euro. Firenze: Dia sequestra beni e conti a imprenditore

Circa trecento chili di cocaina per un valore commerciale di circa 21 milioni di euro sono stati sequestrati dalla squadra mobile di Livorno che ha avviato le indagini, con il lavoro della polizia di frontiera e grazie alle analisi dei funzionari dell'agenzia delle dogane nel porto di Livorno. Il carico, arrivato a bordo di una nave battente bandiera Liberiana, proveniva dal porto di Itapoa. Diversi i container che sono stati controllati attraverso lo scanner ma due hanno destato sospetti: nel primo non c'era nulla di particolare mentre nel secondo un'anomalia su un imballo in legno ha insospettito i funzionari delle dogane che hanno deciso il controllo fisico del carico da parte della polizia di frontiera con le unità cinofile. Nella cassa c'erano pannelli in legno sovrapposti apparentemente normali, ma con all'interno un incavo dove erano nascosti 266 panetti di cocaina da 1,1 kg l'uno. La procura di Livorno ha aperto un'indagine per cessione e detenzione di sostanza stupefacente a carico di ignoti.(ANSA).

Camorra: Dia sequestra beni e conti a imprenditore 60enne. Originario della Campania ma radicato da tempo in Maremma
La Dia di Firenze ha sequestrato beni e conti correnti nei confronti di Giuseppe Di Girolamo, 60 anni, considerato dagli investigatori un esponente della camorra radicato da molti anni in Toscana, nella Maremma. Il provvedimento, emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), scaturisce, fanno sapere gli investigatori, da una misura di prevenzione patrimoniale firmata dal direttore della Dia, generale Giuseppe Governale. Le indagini economico patrimoniali condotte dalla Dia hanno dimostrato la sproporzione tra la capacità reddituale del 60enne e quella dichiarata al fisco, portando al sequestro di una società con sede legale a Grosseto, tre immobili ad Aversa (Caserta) e rapporti bancari e finanziari, in Italia e all'estero, per un valore di 300mila euro.
Secondo quanto spiegato dalla Dia Di Girolamo, nato ad Aversa, sin dagli anni '80 avrebbe vantato una posizione di rispetto nell'ambiente criminale del Casertano, dove avrebbe fornito il suo contributo alla criminalità organizzata andando materialmente a riscuotere il pizzo nei cantieri. Nel 1997 è stato condannato a tre anni di reclusione dalla corte di assise d'appello di Napoli per appartenenza alla nuova camorra organizzata. Nel 2000 sempre la corte di assise di appello di Napoli lo condanna a dieci anni di reclusione per omicidio. Alternando periodi di carcerazione ad altri di semilibertà, nel 2000 Di Girolamo di trasferisce con la famiglia a Follonica, in Maremma nella provincia di Grosseto, dove fino al 2006 avrebbe gestito un hotel per il tramite di una società di capitali intestata alla moglie. Ulteriori condanne, anche per associazione a delinquere, generano nei suoi confronti un cumulo di pena a 18 anni di reclusione, terminati nel 2016.(ANSA).

Mafie: De Raho, si riciclano in soggetti economici
"Sono anni che si parla delle priorità dell'Italia che sono il contrasto alle mafie, all'illegalità alla corruzione che rappresentano la zavorra della nostra Italia. Le operazioni che si susseguono sono tali da dimostrare quanto forte sia la presenza nell'economia legale delle mafie che ormai si sono riciclate in soggetti economici e quindi questo comporta che bisogna intervenire per impedire che questo fenomeno si allarghi sempre più perché un imprenditore sano non potrebbe mai competere con un imprenditore mafioso che trae forza economica dalle ricchezze mafiose". Lo ha detto Federico Cafiero De Raho, Procuratore nazionale antimafia a margine del Congresso nazionale del notariato in corso oggi alla Fortezza da Basso di Firenze. De Raho ha precisato che "non è solo un aspetto che interessa il sud, è un aspetto che via via si è esteso nel centro e nel nord Italia". Per il procuratore "è necessario fare un passo in più, soprattutto laddove ci sono da applicare le direttive europee come nel caso della costituzione online delle società" che deve avvenire "con i margini che le stesse direttive indicano per salvaguardare la nostra sicurezza: l'identificazione da parte dei notai, l'esistenza di un controllo sui registri delle società da parte dei pubblici ufficiali. Tutto ciò che occorre per impedire che si attui una proliferazione di società a tutto vantaggio di coloro che se ne vogliono avvalere per conseguire sistemi criminali". (ANSA).

Mafie: De Raho, si avvantaggiano di tecnologie, Ue lo sappia 'Si avvalgono di eccellenti strutture professionali'
"È necessario che l'Italia riesca a far comprendere anche all'Europa quanto sia importate prestare attenzione a determinati fenomeni e quanto l'avanzamento delle tecnologie, il cui progresso è vero che aiuta l'economia e lo sviluppo, ma allo stesso momento costituiscono gli strumenti attraverso cui le illegalità, la mafia e la corruzione si avvantaggiano". Lo ha evidenziato Federico Cafiero De Raho, Procuratore nazionale antimafia a margine del Congresso nazionale del notariato in corso a Firenze. Le mafie, secondo De Raho si avvantaggiano delle tecnologie "ancora prima di altri perché possono utilizzare strutture professionali tali che riescono a sostenere le scelte più avanzate".(ANSA).

Notizia del: ven 08 nov, 2019

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