Ufficio Immigrati
Le iniziative promosse dall'Ufficio fanno riferimento al Dipartimento Mercato del Lavoro
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Descrizione tratta da Wikipedia 
«La migrazione è il trasferimento permanente o temporaneo di gruppi di persone in un paese diverso da quello di origine; dal punto di vista del luogo di destinazione il fenomeno prende il nome di immigrazione, da quello di origine si parla di emigrazione. Si possono includere le migrazioni di popolazioni ed i movimenti interni ad un paese (le cosiddette migrazioni interne e il fenomeno dell'urbanizzazione).
Il fenomeno della migrazione può trovare origine in:
- motivazioni economiche (per sfuggire alla povertà, per cercare migliori condizioni di vita);
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- lavoro (per trovare un impiego, per migliorare il proprio posto di lavoro);
- motivazioni politiche (dittature, persecuzioni, oppressioni, guerre, genocidi, pulizia etnica);
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- di tipo religioso (impossibilità di praticare il loro culto religioso);
- disastri naturali (tsunami, alluvioni, terremoti);
- motivazioni personali (scelta ideologica, fidanzamento con un partner residente in un altro paese);
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- raggiungimento della pensione (trasferimento in un luogo con clima migliore; minore costo della vita);
- di tipo sentimentale (riunificazione familiare);
- di tipo criminale (per sfuggire alla giustizia del proprio paese, per evitare un arresto);
- per istruzione (per frequentare una scuola e conseguire un titolo di studio).
L'immigrazione è uno dei fenomeni sociali mondiali più problematici e controversi, dal punto di vista delle cause e delle conseguenze. Per quanto riguarda i paesi destinatari dei fenomeni migratori (principalmente le nazioni cosiddette sviluppate o in via di sviluppo), i problemi che si pongono riguardano la regolamentazione ed il controllo dei flussi migratori in ingresso e della permanenza degli immigrati.
Il fenomeno dell'immigrazione è un tema associato a quello dell'aumento della delinquenza e della criminalità, in particolare per le persone che non dispongono di un'occupazione o di un reddito stabile. Le legislazioni dei Paesi UE pongono l'autonomia economica dell'immigrato come una condizione necessaria per avere un permesso di soggiorno e poi la cittadinanza. L'immigrato viene espulso se non dimostra di avere un lavoro regolare o qualcuno che possa dargli un sostentamento economico.
Una prima eccezione a questo principio riguarda quanti sono vittime di persecuzioni politiche o religiose, provengono da dittature e Paesi in guerra. Il diritto internazionale prevede che in questi casi sia riconosciuto il diritto di asilo. La norma si presta anche a degli abusi, essendo difficile provare la nazionalità di un clandestino che chiede asilo politico, e se questi ne ha effettivamente diritto.
L'immigrazione può contribuire a risolvere un problema di sovrappopolazione nel Paese di origine e quelli ad esso legati di fame, epidemie e povertà. A livello politico, i Paesi di origine e di destinazione possono stringere accordi bilaterali che prevedono flussi migratori programmati e controllati, per rispondere a esigenze di manodopera del Paese di destinazione, a problemi di sovrappopolazione del Paese di origine, compensati da altri aspetti come uno scambio di materie prime ed energia. Un accordo di questo tipo può prevedere la fornitura di materie prime e manodopera in cambio di prodotti finiti ed investimenti nell'industria e in infrastrutture nel Paese fornitore.»
Per ottenere maggiori informazioni in rete è possibile consultare le seguenti risorse web

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