
mer 14 dic, 2011 Camera del Lavoro CGIL Prato E’ accaduto a Firenze, poteva accadere a Prato.
Era di Pistoia, sarebbe potuto venire dalla nostra città.
Il razzismo, strisciante, monta sempre di più nelle conversazioni quotidiane della gente qualunque, alimenta discorsi senza valore, privi di pensiero, coatti a ripetere la stessa parola, la stessa sentenza: “tornate da dove .... |
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Sciopero generale e Manifestazione per le vie cittadine. Il programma .... ven 29 apr, 2011 |
Nella sala del Circolo Arci di Coiano si sono tenuti i direttivi .... ven 29 apr, 2011 |
Primo maggio ancora unitario a Prato.
La giornata prevede il .... mer 27 apr, 2011 |
In vista dello sciopero generale del 6 maggio i pensionati della .... mer 27 apr, 2011 |
E’ stata oltre ogni aspettativa la risposta ad “Aprite .... mar 05 apr, 2011 |
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Cofferati, che l'articolo 18 l'ha difeso strenuamente, ne evidenzia .... dom 12 feb, 2012 |
"In relazione all'articolo pubblicato oggi da 'Repubblica', Palazzo .... dom 12 feb, 2012 |
Sono in provincia di Arezzo e in provincia di Grosseto le situazioni .... dom 12 feb, 2012 |
''Sull'accorciamento dei tempi processuali siamo tutti d'accordo, .... dom 12 feb, 2012 |
"Buona parte dei disagi che i viaggiatori hanno avuto in questi .... sab 11 feb, 2012 |
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...più donne, meno perdite?!
Più donne, meno perdite. E' questo in sintesi l'articolo firmato Michel Ferrary, professore di management alla Ceram Business School (Istituto di specializzazione internazionale in Francia) e pubblicato dal "Financial Times" qualche settimana fa
( ora è online ed è per questo che ve lo ripropongo). L'argomentazione è questa: le donne sanno gestire meglio i periodi di crisi, senza perdere di vista gli snodi essenziali di un problema, e sono quindi meno spericolate dei colleghi maschi. Questo porta a sviluppare le politiche aziendali in un'ottica di medio-lungo termine. La donna vede lontano. Rischia di meno. E' più realista. In conseguenza a ciò, per un futuro delle imprese più solido, le donne sembrano la soluzione.
Un esempio su tutti: Hermes ha il 55% di donne dirigenti ed è l'unica azienda le cui azioni sono cresciute del 16,8%. Nel 2008 tutte le aziende del Cac (indice che riunisce le principali società quotate in Borsa a Parigi) con più donne nelle posizioni apicali hanno limitato i danni della crisi, che comunque ha fatto registrare una perdita del 42%, per esempio la Sanofi (44,8% di donne ai vertici e un calo per azione del 27,3%), la Sodexo (43,39% di donne manager e un 8,3% di calo) e la Danone (38% di donne, il 29,6% di calo del prezzo azionario). La presenza di una massiccia dirigenza maschile è, invece, incontrovertibilmente legata alla precipitazione del costo delle azioni. Per esempio l'Alcatel, che ha solo l'8,6% di donne manager, ha avuto una perdita pari al 69,3%, la Renault con il 21,7% di donne e l'81,3% di perdite, e ancora l'Arcelor Mittal con il 12,3% di donne, e il 67,4% di calo. Anche nel settore bancario la situazione è la stessa: più alta è la percentaule di donne dirigenti, più è bassa la percentuale di perdita nel mercato azionario.
In Italia non esistono, a mia conoscenza, ricerche del genere anche perché come è tristemente noto le donne nei Cda sono pochissime e le società gestite "in rosa" tutte italiane si contano sulle dita di una mano. Ma sono pronta - mi piacerebbe - essere smentita.
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Benvenuti a tutti!
In Italia meno di una donna su due lavoro
A parità di qualifica e incarico, una donna è pagata quasi un quinto in meno rispetto ad un collega uomo
Il 20% delle donne "molla" il lavoro dopo la nascita del primo figlio
Eppure la relazione tra tasso occupazione è di natalità positiva: più una donna lavora ed è gratificata e maggiore sarà anche la probabilità che faccia più di un figlio
L’Italia è ultima in Europa per fondi dedicati alle politiche famigliari (4,5% del totale delle spese per la protezione sociale, contro l’8,2% della zona euro) . Ma prima per quelli dedicati alle pensioni (50,8% del totale contro il 39,6% della zona euro)
Eppure L'incremento del numero dei nidi del 10% potrebbe far aumentare la probabilità di lavorare delle donne tra il 7% e il 12% . Un aumento del 10 % del part-time potrebbe inoltre far crescere la probabilità di essere occupata dal 5% al 10%. Numeri e dati estratti dai documenti che trovatenel blog (in particolare nelle rubriche "Lo sapevate che"," Tre domande a "e "Documenti utili")
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