STIAMO ENTRANDO NELLA SECONDA FASE DELLA CRISI
Di: Guglielmo Epifani (da conclusioni congresso Rimini)
lun 10 mag, 2010
Epifani Guglielmo (icona)

Avevamo detto che sarebbe stato il congresso della crisi e nella crisi. E guardate quello che è successo: prima lo sciopero e la tragedia in Grecia [5 maggio], oggi [8 maggio] una nottata drammatica, durante la quale i capi di governo dell’Unione si sono riuniti d’urgenza per tentare di tamponare una pesante ondata di speculazione finanziaria. La verità è che i fatti sono più forti della propaganda. La situazione è davvero grave e non capisco come si possano sentire oggi quelli che ci hanno imbonito finora. Ma quale crisi passeggera? Quanto parla il silenzio di Tremonti e il rumore pesante della manovra correttiva. Una crisi epocale, che ha tra le sue cause la debolezza della politica nei confronti della speculazione finanziaria. Perché non hanno fatto prima le cose di cui c’era bisogno? Il cancelliere tedesco ha traccheggiato per troppo tempo ed era chiaro che sarebbe arrivata la speculazione finanziaria. Come si fa a considerare le agenzie di rating delle vestali, quando hanno sbagliato fino ad oggi. Chi le abilita a far questo? Perché i governi lo fanno? Per mettere al sicuro l’euro e l’Europa ci vorrebbe un Fondo monetario europeo, un’agenzia di rating europea, bond europei per investimenti europei con intorno le istituzioni. O la crisi di sistema [di crisi sistemica aveva parlato il governatore della Banca Centrale Europea] va lasciata a se stessa? Non ci si può rinchiudere negli stati nazione. Ed è chiaro che gli effetti di questa crisi saranno molteplici: Le imprese che vogliono investire avranno più incertezza. E per i fondi pensione? Per l’occupazione? E per la spesa pubblica? Stiamo entrando nella fase 2 della crisi e il governo dovrebbe rinunciare allo smantellamento dei diritti. Non è questione di appelli, è questione di responsabilità. In questa crisi così grave l’elemento comune è l’attacco ai diritti dei lavoratori. Per questo noi chiediamo al governo di fare un gesto di responsabilità sociale. Provare a fermare questo smantellamento del sistema dei diritti che avviene proprio durante questa grave crisi.
Il ministro Tremonti ha parlato di una manovra tra i 25 e i 30 miliardi. Una manovra che dovrà inevitabilmente avere qualche contenuto. Ma se il governo decide questo, quando si deciderà ad aprire un confronto con noi? Anche perché non è difficile immaginare che la manovra si baserà di nuovo su altri tagli ai trasferimenti agli enti locali, una manovra che avrà inevitabili conseguenze sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, ci saranno altri tagli alla scuola, alla ricerca. E' assolutamente necessario ed urgente un confronto con le parti sociali in un momento di crisi così pesante. Al centro della nostra attenzione ci deve essere il sistema di istruzione. Non c’è stato un paese al mondo che ha tagliato la ricerca e l’istruzione. Siamo al secondo tempo di una crisi dove il primo tempo non è ancora finito. Ancora riduzione degli stimoli. Per noi non è una sorpresa. Ma noi ci dobbiamo porre il problema di come affrontare questo secondo tempo. Nell'affrontarlo vorrei che non smarrissimo mai la capacità di coltivare e nutrire la speranza per il futuro. Riflettendo sulla storia della CGIL vi sono state scelte nel passato fatte durante molte fasi difficili. I nostri padri le hanno affrontate con la fedeltà ai nostri valori che non possono essere estirpati. Con la capacità di rinnovarci, di affrontare le difficoltà in mare aperto. La CGIL ha sempre saputo guardare avanti. Buon giorno Cgil.

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