L'ITALIA SI MOBILITA PER ESIGERE IL CAMBIAMENTO
Di: Alessio Gramolati
lun 10 ott, 2011
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Venerdì l’Italia è stata unita dalle manifestazioni degli studenti.
Sabato, dalla manifestazione di Milano promossa da “Libertà e Giustizia” e da quella di Roma promossa dai lavoratori pubblici (FP e FLC) della CGIL.
Tutte le manifestazioni, nonostante la differenza dei luoghi e delle persone che le hanno animate, avevano evidenti tratti comuni.
Il primo è l’amore per l’Italia. Sentimento reso esplicito non solo dai simboli, a Milano il tricolore, a Roma il bellissimo slogan “Sono stato io”, tra gli studenti il sostegno alla istruzione pubblica, ma soprattutto nella difesa del valore e dei valori dello Stato, della sua credibilità, della sua onorabilità, della sua efficienza. Valore e valori che passano nel concreto della vita delle persone dalla difesa della scuola pubblica, della legalità, della giustizia e della sicurezza, del welfare. Passano dalla loro reale riforma e non dal loro smantellamento.
Il secondo punto è la comune consapevolezza che solo un processo di partecipazione democratica può tenere viva la speranza e la prospettiva d’uscita dalla crisi. Solo unendo il Paese e i popoli europei possiamo farcela.
Il terzo punto è che oramai è chiaro per tutti che Berlusconi sta facendo male e per il bene dell’Italia è utile che lasci. La strenua difesa del proprio potere è la prova dell’egoismo e dell’irresponsabilità che lo anima ma anche dell’inadeguatezza di una classe dirigente che dopo averlo messo lì, si accorge di non sapere come fare a toglierlo.
Questo fatto ha saldato un’altra consapevolezza fra coloro che si sono mobilitati in questi giorni e in questi mesi. C’è un popolo eterogeneo ma fermo nella volontà di non accettare più i gattopardismi delle classi dirigenti. Il punto di novità sta proprio qui. Un numero crescente di persone chiede un vero cambiamento. Berlusconi ha verso il nostro Paese responsabilità gravi ed enormi. Ultime in ordine di tempo la manovra economica e l’Articolo 8. A scanso di equivoci diciamo chiaramente a chi vuol dare risposte a queste mobilitazioni che la Manovra va cambiata e l’Articolo 8 cancellato.
Perché l’Italia ha bisogno di liberarsi da Berlusconi ma anche dal berlusconismo. Nelle 1000 assemblee toscane oltre a tanti lavoratori, giovani, pensionate e pensionati incontreremo politici e amministratori, lo diremo a tutti: Non servono più nuovi uomini soli al comando o vecchie politiche fatte sotto nuove spoglie, dove a pagare sono sempre gli stessi. E’ tempo di cambiamento. Continueremo a sostenerlo: la prima tappa è per giovedì prossimo, il 13 ottobre alle 20. In diversi capoluoghi toscani, tra cui Firenze, le donne del movimento “Se Non Ora Quando?” hanno promosso una fiaccolata per ricordare le vittime di Barletta. La manifestazione ha lo slogan “Siamo tutte operaie di Barletta!”.
Poi il 28 ottobre con i nostri pensionati a Roma.
Non mancate!

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