Disoccupazione ed evasione fiscale: per tappare la falla si allarga il buco
Di: Alessio Gramolati
gio 08 gen, 2015
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Pensavamo che il 24 dicembre sarebbe stato ricordato come l’anno nel quale si erano varate le nuove norme legislative per facilitare e favorire i licenziamenti, a partire da quelli ingiusti: il cosiddetto Fire Act (non lo chiamiamo Jobs Act perché questo avrebbe dovuto favorire il lavoro ma, com’è noto, nella legge delega del governo di questo non c’è traccia).
Non avevamo ancora letto il 19 bis: il comma che depenalizza gravi reati come la frode fiscale, le false fatturazioni, l’omessa dichiarazione dell’IVA. Infatti, non contenti di aver alzato le soglie di sanzione penale nelle false dichiarazioni dei redditi, da 50.000 a 150.000 euro, il Governo ha pure immaginato di non punire chi evade più del 3% del totale dell’imponibile dichiarato.
A fronte di questa decisione molti commentatori si sono concentrati criticamente sui vantaggi che questa norma avrebbe concesso ad un potente uomo politico italiano, e un po’ meno sulle affinità tra il Fire Act e il Tax Evasion Act del 19 bis.
Eppure i provvedimenti non hanno in comune solo la loro data di emanazione ed il Governo che li ha promulgati, c’è anche un sottile filo che li lega sul piano politico.
Entrambi intervengono su due problemi reali: l’alto tasso di disoccupazione (al punto che abbiamo raggiunto il record del 13,4%) e l’alto tasso di evasione fiscale che ci vede tra i primi in Europa.
In entrambi i provvedimenti si avvantaggiano le parti forti: nel Fire Act, il datore di lavoro può mentire sulla realtà economica della propria impresa per cacciare senza giustificazione un dipendente, monetizzando il danno che il lavoratore subisce e mettendo in carico alla società e ai contribuenti onesti il costo per improbabili rimedi.
Nel Tax Evasion Act si avvantaggiano i grandi contribuenti, ai quali, come ha scritto sul Corriere della Sera Luigi Ferrarella, “viene garantito di poter calcolare … quanta fetta di evasione fiscale sarà loro consentito di assaporare ogni anno” … “non solo un condono per il passato ma anche una licenza a delinquere per il futuro”.
Insomma, un po’ di vantaggi in più per imbroglioni e grandi evasori, con buona pace del principio legislativo di uguaglianza e di quello giuridico di deterrenza, entrambi sostituiti dal primato del danaro sul diritto. Per tappare la falla si è allargato il buco.
Non ci sembra che tutto questo renda il paese migliore e men che mai più competitivo, per questo il nuovo anno dovrà veder crescere il nostro lavoro, la nostra iniziativa.
Questo è l’impegno che ci prendiamo per l’anno appena iniziato.

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