Un 1° Maggio per i diritti e per uscire dalla crisi
Di: Dalida Angelini
dom 01 mag, 2016

Un primo Maggio per i diritti questo del 2016. Il primo fra tutti i diritti è quello al lavoro sancito dall'art.1 della nostra Carta Costituzionale. Un diritto negato a tanti, troppi italiani, negato soprattutto ai giovani. Un lavoro che quando c'è troppo spesso si unisce al sopruso e all'illegalità.
Lavoro nero, sommerso, sottopagato, variamente precario sono di casa anche in Toscana. Ne sono testimonianza l'esplosione dei voucher avvenuta nel 2015 e che continua anche in questi primi mesi del 2016. Uno strumento che avrebbe dovuto far emergere il lavoro occasionale e che invece viene usato, nella migliore delle ipotesi, per ridurre il costo del lavoro in attività codificate, il lavoro stagionale ad esempio, e nella peggiore come copertura nel caso in cui al lavoratore al nero dovesse succedere qualche incidente. Gli incidenti il primo giorno di lavoro, già molti in passato, sono lievitati dopo l'introduzione dei voucher.
Il 1° maggio è la festa del lavoro e dei lavoratori ma la festa è monca se il lavoro manca e se a quello che resta si tolgono i diritti. Il lavoro è vita, dignità, realizzazione di se, il lavoro è crescita e sviluppo solo se si accompagna ai diritti, nasce da questa convinzione la Scelta della Cgil per la 'Carta dei diritti universali del lavoro' sulla quale stiamo raccogliendo le firme. Una carta che mette in capo al lavoratore, alla persona, i diritti a prescindere dal tipo di rapporto, stessi diritti al dipendente e all'autonomo, al tempo indeterminato e a quello determinato, a quello della grande e piccola impresa. Insieme alla firma sulla carta chiediamo ai cittadini toscani anche tre firme su altrettanti referendum per estendere la reintegra, per abolire i voucher e per la clausola sociale sugli appalti, tre per sostenere la carta e per riprenderci quello che in questi ultimi 20 anni ci è stato tolto.

Un 1° Maggio per uscire dalla crisi. La Toscana continua a dibattersi in mezzo ad una crisi ben lontana dall'essere risolta. Nei primi due mesi dell'anno la differenza fra assunti a tempo indeterminato e licenziati è la peggiore degli ultimi anni, peggiore anche di quando non c'era la droga degli incentivi. E' necessario un cambio di passo vigoroso. Pur consapevoli che molto deve essere fatto a livello del governo nazionale, incalzeremo imprese pubbliche e private, governi regionale e locali perché ripartano gli investimenti senza i quali nessuna ripresa è possibile. Ultimo, non ultimo incalzeremo le controparti per il rinnovo dei contratti, qualche euro in busta paga aiuterebbe la ripresa dei consumi. Per il contratto che manca da ben 6 anni il 3 maggio si fermano i dipendenti dei servizi pubblici e privati, si ritroveranno a Firenze per una grande manifestazione regionale. Sempre per il contratto incrociano le braccia il 6 di maggio i dipendenti del settore turismo, mense, terme, pulizie, multiservizi e farmacie private. Tutta la Cgil è al fianco di questi lavoratori.
Buon Primo Maggio, festa del lavoro, e che festa sia!

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