Le ultime morti sul lavoro a Prato ci insegnano alcune cose
Di: Dipartimento salute e sicurezza CGIL di Prato
ven 20 set, 2019
Morti sul lavoro

Il 2019 si sta caratterizzando a livello nazionale per un preoccupante aumento degli infortuni mortali. Su Prato le cadute dall'alto sono purtroppo ancora una causa di morte troppo diffusa, quando esistono tutti i dispositivi di protezione e tutte le procedure per evitarle.
Al Tavolo su salute e sicurezza attivato col protocollo siglato il 17 aprile 2018 con la ASL e convocato Lunedì 16 u.s. questo tema è stato affrontato. Abbiamo condiviso la necessità di costruire una campagna volta a sensibilizzare datori di lavoro, consulenti ed amministratori di condominio.
Nel nostro territorio abbiamo avuto due morti sul lavoro ravvicinate e che hanno coinvolto lavoratori autonomi, artigiani. Come CGIL, anche con la nostra proposta di Carta dei diritti che vuole riformare lo Statuto dei lavoratori per allargare le tutele e purtroppo ancora ferma in Parlamento, ci interessa tutelare tutti i tipi di lavoratori a prescindere dalla loro posizione. I lavoratori autonomi hanno obblighi di legge in materia di salute e sicurezza molto limitati rispetto alle tutele previste per gli altri. Il patentino per il carrello elevatore non era richiesto fino al 2016 per i datori di lavoro o lavoratori autonomi. Adesso viene richiesto a chiunque guidi il mezzo, perché la formazione deve essere fatta a tutti poiché il rischio lo corrono tutti. Per i lavoratori autonomi non c'è un obbligo formativo generale su salute e sicurezza e un cambiamento per allargare anche a loro alcuni obblighi previsti dal Decreto 81 del 2008 è per certo un punto di partenza. In attesa di tale riforma un'idea potrebbe essere quella di sensibilizzare professionisti che operano coi lavoratori autonomi, quali consulenti del lavoro, commercialisti, associazioni di categoria per informare i loro associati o clienti. Altra riflessione che si può fare su questi casi riguarda i proprietari degli immobili, siano essi appartamenti privati (infortunio mortale di caduta dall'alto per montaggio di una tenda) che capannoni industriali (infortunio mortale di caduta dall'alto in una ditta di abbigliamento). Questa città ha un patrimonio immobiliare industriale che sicuramente in gran parte necessita di manutenzione e ammodernamento, di avere i requisiti di sicurezza ed è un tema che interroga la politica urbanistica nonché molti industriali che si sono convertiti in professionisti dell'immobiliare. Quanti proprietari di case o capannoni conoscono la normativa su salute e sicurezza? Sanno, come ci ha ricordato il dipartimento Di Medicina del lavoro di Prato, che devono affidarsi a ditte qualificate e devono far rispettare le regole previste perchè anche loro hanno in capo delle responsabilità? Quanti capannoni in mano a agenzie immobiliari vengono gestiti con troppa leggerezza o con mancati adeguamenti degli stessi?
Inoltre, risulta centrale estendere, attraverso accordi quadro territoriali con le associazioni datoriali artigiane, i consulenti e gli amministratori di condominio, le buone pratiche contrattuali già esistenti: riteniamo infatti che quanto promosso e prodotto, in tema di contrattazione di anticipo, dal sindacato degli edili, possa rappresentare una modalità di governo degli obblighi del committente su prevenzione, sicurezza e regolarità sul lavoro nei cantieri, a partire dalla previsione di specifiche clausole vincolanti per l’individuazione e l’affidamento di opere e servizi a ditte e lavoratori autonomi in subappalto.
Dipartimento salute e sicurezza CGIL di Prato

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