Il cambiamento non è ancora sufficiente. La Mobilitazione deve contiuare
Di: Maurizio Landini (Intervento in Piazza Santi Apostoli a Roma)
mar 17 dic, 2019
landini

Bisogna superare la precarietà. Noi vogliamo un nuovo Stato sociale che sia in grado di garantire i diritti sanciti dalla nostra stessa Costituzione, il diritto alla salute, allo studio, alla pensione. Tutto questo esiste solo con un lavoro che consenta una vita dignitosa. Esordisce così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini nell'intervento che ha chiuso la manifestazione dei sindacati in piazza Santi Apostoli, a Roma, terza tappa di un percorso che proseguirà a gennaio. Ad annunciare le prossime mosse di Cgil, Cisl e Uil è stato lo stesso Landini dal palco, ricordando che la legge di stabilità – sulla quale il Parlamento sta votando la fiducia in queste ore – risponde soltanto ad alcune sollecitazioni dei sindacati (come l'abolizione del superticket e i primi timidi provvedimenti per ridurre le tasse), ma non basta: “Lo diciamo con estrema chiarezza: molte delle nostre richieste non sono state accolte. Il cambiamento non è ancora sufficiente. E allora questa nostra mobilitazione deve continuare”.
Qualcosa si capirà già a gennaio, quando si apriranno i tavoli tematici tra l’esecutivo e i sindacati su temi chiave come pensioni e fisco. “Il governo – ha ricordato ancora Landini – si è preso un impegno con noi. La riforma delle pensioni non è quota 100, è cambiare davvero la legge Fornero. Dove trovare le risorse? Dal fisco. Vivere in un Paese con 118 miliardi di evasione non solo è ingiusto. È inaccettabile e mette in discussione l’esistenza dei diritti”. Poi un chiarimento: “Non siamo d’accordo con lo slogan che si combatte l'evasione fiscale affinché tutti paghino meno tasse; il problema vero è farle pagare a quelli che non lo fanno oggi, in modo che la riduzione vada finalmente ai dipendenti e ai pensionati, cioè gli unici che in questi anni hanno versato fino all'ultimo centesimo”.
C’è una scadenza indicata da Landini dal palco, ovvero il decreto di programmazione economica che arriverà ad aprile. Là devono essere indicate le prime soluzioni su pensioni, fisco, rinnovo dei contratti, legge per la non autosufficienza, investimenti. Il tutto da attuare con la prossima legge di stabilità, quindi l’anno prossimo, non rinviate sine die. “Altrimenti – ha precisato – questo movimento sindacale, come ha fatto già, sarà in grado di allargare la mobilitazione. Vogliamo risultati concreti e non guardiamo in faccia a nessuno: i governi si giudicano per quello che fanno. E c'è un punto che qui vogliamo ribadire con forza: bisogna aumentare il salario e estendere i diritti”. Nel 2020, anno in cui si celebrerà il mezzo secolo dello Statuto dei lavoratori, “dobbiamo batterci affinché tutte le persone che lavorano abbiano stessi diritti e stesse tutele, salariali e normative. Facciamo sul serio – ha concluso Landini – e vogliamo portare a casa i risultati”. da rassegna.it

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