Primi risultati per i sindacati: da luglio giù le tasse sul lavoro
Di: Cgil, Cisl Uil
sab 18 gen, 2020
unitario

La proposta di taglio del cuneo fiscale illustrata dal governo ai sindacati che decorrerà dal 1° luglio 2020 prevede benefici che vanno da un massimo di 1.200 euro l’anno (100 euro per ogni mese lavorativo) per i redditi fino a 28.000. Poi, secondo le nuove tabelle su cui si sta lavorando, si scende gradualmente: sopra i 28.000 euro e fino a 35.000 l'importo decresce fino a 80 euro mensili (960 euro annui), mentre sopra i 35.000 euro l'importo decresce con un decalage, fino ad azzerarsi a quota 40.000 euro. È quanto si legge nel documento presentato dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al tavolo con Cgil, Cisl e Uil.
Nelle intenzioni del governo, il provvedimento arriverà con un decreto entro fine mese. “Il taglio del cuneo fiscale – ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante l’incontro con i sindacati – interesserà circa 16 milioni di lavoratori. È il primo passo verso una riforma complessiva del fisco e in particolare dell'Irpef. Una misura che certifica in modo inoppugnabile che la manovra riduce le tasse ai lavoratori e alle famiglie. Coinvolgeremo in questo piano di riforma fiscale anche i pensionati. L'obiettivo è restituire sicurezza economica ai lavoratori e alle famiglie, rendendo più equo il sistema tributario”. Per Gualtieri, il vertice “è andato molto bene, c’è stata ampia convergenza sulla modalità con cui varare questo primo intervento importante a sostegno dei redditi da lavoro dipendente”.

LANDINI: DOPO ANNI AUMENTANO I SALARI, UNA GIORNATA IMPORTANTE
"Oggi è una bella giornata perché nel confronto con il governo abbiamo portato a casa un risultato per i lavoratori". Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini al termine dell'incontro a Palazzo Chigi in un video messaggio su RadioArticolo1: "Dopo tanti anni – afferma – c'è un provvedimento che vede l'aumento del netto in busta paga e la riduzione delle tasse sui lavoratori dipendenti: chi aveva il bonus ne vedrà aumentata la cifra da 80 a 100 euro mensili, poi ci sono 4 milioni e mezzo di lavoratori con un reddito da 25 mila fino a 39 mila euro che vedranno crescere le detrazioni e quindi il netto in busta paga. È un inizio, non abbiamo risolto tutti i problemi, ma sicuramente la strada è quella giusta". Ora, precisa il numero uno della Cgil, "vogliamo una riforma fiscale vera che riveda gli scaglioni dell'Irpef, che combatta l'evasione fiscale e rimoduli l'Iva perché questo è il modo per reperire le risorse necessarie agli investimenti e a creare nuovo lavoro". Lunedì 27 gennaio il confronto con il governo proseguirà sulle pensioni: "Bisogna cambiare la Fornero; dare una prospettiva ai giovani; riconoscere il lavoro delle donne e quello gravoso. E poi occorre discutere di Mezzogiorno, rinnovare i contratti nazionali di lavoro e aumentare i salari. Per queste ragioni, abbiamo chiesto all'Esecutivo di detassare gli aumenti contrattuali e un impegno sulle assunzioni. Andiamo avanti. Come abbiamo visto la lotta paga, stiamo uniti, è il momento di portare a casa dei risultati per cambiare questo Paese".

FURLAN: PRIMO RISULTATO POSITIVO MA RESTA IL NODO INCAPIENTI

“Non è una risposta che potrà soddisfare tutti, ma è un primo passo importante. Lo sottolineo perché abbiamo portato milioni di donne e uomini del lavoro sulle piazze per arrivare a questo risultato, in oltre un anno di mobilitazione. Un risultato parziale ma positivo”. Così la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, la quale ha sottolineato il nodo degli incapienti e chiesto benefici anche per i pensionati perché resta la necessità di una riforma complessiva del fisco.

BARBAGALLO: SI PARTE CON IL PIEDE GIUSTO
“Siamo partiti con il piede giusto: si allarga la platea, si mantiene il bonus, si introduce il ragionamento sulle detrazioni”. È il primo commento del segretario Uil Carmelo Barbagallo: “Quest'incontro – ha aggiunto – per noi rappresenta il primo step di una riforma fiscale complessiva. Serve ora ridurre le tasse anche ai pensionati e rendere il prelievo fiscale coerente con il principio costituzionale della progressività”. Inoltre, ha concluso, “vanno attivati tutti gli altri tavoli sugli altri capitoli della piattaforma”.

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