Rilanciare l'edilizia per rilanciare il paese, sindacati in piazza. Il video
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Edilizia:sindacati,sblocco opere Toscana vale 15mila addetti In occasione mobilitazione presidi ad Arezzo, Firenze e Livorno
Sbloccare le principali opere infrastrutturali in Toscana, tra cui Tirrenica, Alta velocità di Firenze, Darsena Europa, interventi su aeroporti di Firenze e Pisa, varrebbe 6 miliardi di investimenti, 15mila nuovi posti di lavoro in 5 anni nel settore delle costruzioni che salgono a 98mila considerando l'intero indotto (sempre in cinque anni): a dirlo sono i segretari toscani di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil in occasione della mobilitazione nazionale che in Toscana ha visto tra presidi a Firenze, Arezzo e Livorno. A Regione e Governo i sindacati toscani chiedono di portare a compimento le opere infrastrutturali strategiche per la Toscana e favorire il trasporto su ferro; intervenire per la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico e nell'edilizia scolastica; salvaguardare il know how toscano nei settori manifatturieri come legno e laterizi; combattere le irregolarità, il dumping contrattuale e l'illegalità e tutelare la sicurezza sul lavoro, con l'introduzione della Patente a punti e l'inasprimento delle pene. "Vogliamo che le nostre rivendicazioni siano condivise e oggetto di un'azione comune con le istituzioni locali a partire dalla Regione stessa", hanno detto i segretari toscani Giulia Bartoli (Fillea Cgil), Simona Riccio (Filca Cisl) ed Ernesto D'Anna (Feneal Uil). "Insieme - aggiungono - abbiamo iniziato alcuni percorsi che devono vedere la luce come un protocollo con le grandi stazioni appaltanti, l'applicazione della congruità, il contrasto alle irregolarità e al dumping contrattuale, la regolarità negli appalti, provando, insieme ad arginare alcuni effetti dello Sblocca Cantieri. Siano portate a compimento le opere strategiche, infrastrutturali e non".(ANSA).

Edilizia: Toscana; sindacati,-27mila posti lavoro in 10 anni

Sono 27mila i posti di lavoro del settore edile persi in dieci anni di crisi economica in Toscana, pari a meno 41% degli addetti. Per le imprese calo del 31%. I dati aggiornati sono stati diffusi oggi nel corso della mobilitazione nazionale lanciata da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil che in Toscana ha visto presidi a Firenze, Arezzo e Livorno. I manifestanti, che nel capoluogo si sono riuniti davanti alla sede della Regione Toscana, hanno indossato delle pettorine arancioni da lavoro, con lo slogan dell'iniziativa 'Rilanciare il settore delle costruzioni per rilanciare il Paese'. I sindacati hanno spiegato che dal 2009 al 2019 il peggior dato regionale è stato registrato ad Arezzo con una perdita del 57% degli addetti e delle imprese. Le province che hanno retto di più sono state Firenze e Pistoia, con un calo di addetti del 27%. I settori del legno, dei laterizi e del cemento hanno visto dimezzare volumi e occupazione. Peggiorata, sostengono i sindacati, anche la sicurezza sul lavoro: nel 2019 sono 2.200 gli infortuni denunciati in edilizia in 9 mesi, quasi 190 nel mese di settembre. Ancora, nel secondo trimestre 2019 i lavoratori a partita Iva, spesso in maniera involontaria, hanno toccato il 48,7% del totale: una situazione, dicono le sigle, che rischia di riportare a qualche anno fa, quando i lavoratori autonomi avevano superato i lavoratori dipendenti.(ANSA).

IL COMUNICATO STAMPA
Crisi edilizia, "sbloccate le opere": mobilitazione dei sindacati, stamani presìdi a Firenze, Arezzo, Livorno
27mila posti di lavoro persi in 10 anni, allarme edilizia: tre presìdi in Toscana (Firenze, Arezzo, Livorno) di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil per chiedere interventi di rilancio a istituzioni e categorie. Sbloccare i grandi cantieri toscani porterebbe 15mila nuovi posti di lavoro
“Rilanciare il settore delle costruzioni per rilanciare il Paese”: è lo slogan della mobilitazione nazionale (hashtag #atestaalta) lanciata da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil che si è svolta oggi, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su questo settore (e sui suoi lavoratori) non uscito dalla crisi e di spingere istituzioni e categorie a intervenire pesantemente per dare una svolta più che mai necessaria.
In Toscana i tre sindacati hanno organizzato tre presìdi dalle 10 alle 12 (i manifestanti hanno indossato delle pettorine arancioni da lavoro, con lo slogan dell’iniziativa, create ad hoc per l’occasione): a Firenze in piazza Duomo davanti alla sede della Regione Toscana nell'occasione una delegazione di sindacalisti è stata ricevuta da rappresentanti di alcuni assessorati), ad Arezzo e Livorno davanti alla Prefettura (ad Arezzo è stato esposto un grande pannello che riepiloga lo stato dei lavori sulla E78, a Livorno i temi caldi sono stati Tirrenica e Darsena Europa). “Vogliamo che le nostre rivendicazioni siano condivise e oggetto di un’azione comune con le istituzioni locali a partire dalla Regione stessa; insieme abbiamo iniziato alcuni percorsi che devono vedere la luce come un protocollo con le grandi stazioni appaltanti, l’applicazione della congruità, il contrasto alle irregolarità e al dumping contrattuale, la regolarità negli appalti, provando, insieme ad arginare alcuni effetti dello Sblocca Cantieri. Siano portate a compimento le opere strategiche, infrastrutturali e non”, hanno detto i segretari generali toscani di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Toscana Giulia Bartoli, Simona Riccio e Ernesto D’Anna.
I NUMERI TOSCANI DELLA CRISI
Dieci anni di crisi economica in Toscana hanno portato 27mila posti di lavoro in meno nel settore edile, 41% in meno degli addetti e 31% in meno delle imprese. La provincia che evidenzia il dato peggiore è indubbiamente Arezzo con una perdita, dal 2009 al 2019, del 57% degli addetti e delle imprese. Le province in cui il dato ha retto di più l’impatto della crisi sono state Firenze e Pistoia, con un calo di addetti del 27%. I settori del legno, dei laterizi e del cemento hanno visto dimezzare volumi e occupazione. E anche la sicurezza sul lavoro è peggiorata: nel 2019 sono 2.200 gli infortuni denunciati in edilizia in 9 mesi, quasi 190 nel mese di settembre. Inoltre, nel secondo trimestre 2019 i lavoratori a Partita Iva (spesso in maniera involontaria) hanno toccato il 48,7% del totale: una situazione di frantumazione che preoccupa e che rischia di riportare a qualche anno fa, quando i lavoratori autonomi avevano superato i lavoratori dipendenti.
QUANTO VALE SBLOCCARE I CANTIERI TOSCANI
Sbloccare le principali opere infrastrutturali in Toscana varrebbe 6 miliardi di euro, per oltre 98mila unità di lavoro attivate per l’intero indotto (in 5 anni). Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Toscana stimano che la ricaduta per il settore delle costruzioni sia di circa 15mila nuovi posti di lavoro in 5 anni. Le opere su cui i sindacati fanno questa stima sono: Terza corsia A1, Terza corsia A11, Tirrenica, Assi di Lucca, Fano-Grosseto, Alta Velocità Firenze, Raddoppio linea ferroviaria Pistoia-Lucca, raddoppio ed elettrificazione linea ferroviaria Empoli Granaiolo(Siena), raddoppio Pontremoli-Aulla, Darsena Europa e raccordi a Livorno, interventi Piombino (porto e raccordi), Masterplan aeroporti Firenze e Pisa.
LE RICHIESTE DEI SINDACATI A GOVERNO E REGIONE
- Portare a compimento le opere infrastrutturali strategiche per la Toscana e favorire il trasporto su ferro intervenendo anche su altre tratte al momento non programmate
- Intervenire nella messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico e nell’edilizia scolastica
- Salvaguardare il know how toscano nei settori manifatturieri come legno e laterizi
- Investire in piccoli interventi per la viabilità interna
- Favorire le imprese regolari, combattere le irregolarità, il dumping contrattuale e l'illegalità negli appalti
- Maggiore tutela della salute e sicurezza sul lavoro, con l'introduzione della Patente a punti e l'inasprimento e certezza delle pene.

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Edilizia, i sindacati di categoria ricevuti in Regione
La necessità di un forte impegno per il rilancio del settore delle costruzioni, che attraversa da tempo una grave crisi anche in Toscana, è stato al centro dell'incontro svoltosi oggi fra Regione e sindacati di categoria (FenealUi, FilcaCisl, FilleaCgil). La delegazione sindacale è stata ricevuta a Palazzo Strozzi Sacrati, dove stamani aveva organizzato un presidio in occasione della manifestazione nazionale a sostegno del settore.
La Regione, prendendo atto delle preoccupazioni dei lavoratori, ritiene largamente condivisibile la piattaforma nazionale e non più differibile l'esigenza di una forte azione di rilancio del comparto, per il quale la Regione sta facendo e continuerà a fare la sua parte.

 

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Mobilitazione nazionale in 100 città di Fillea, Feneal e Filca: "Chiediamo una vera politica industriale, la ripresa delle infrastrutture, la messa in sicurezza del territorio, un più forte impegno sulla legalità, l'attuazione della patente a punti"
Venerdì 15 novembre manifestazioni in 100 piazze italiane di Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl per chiedere il rilancio del settore.

In Toscana manifestazione sono in programma a Firenze, Livorno ed Arezzo.

Lo hanno deciso a Roma i circa 500 partecipanti giunti da tutta Italia per gli Attivi unitari delle tre categorie che si sono tenuti lunedì 21 ottobre. Al governo sindacati e lavoratori chiedono una decisa inversione di rotta rispetto al passato e di mettere in campo tutte le misure idonee al rilancio del comparto, conseguentemente alla competitività e alla produttività del Paese.
“La giornata di sensibilizzazione, come già avvenuto nel corso dello sciopero generale del 15 marzo scorso, sarà l’occasione per ribadire le nostre proposte, già presentate alla ministra delle Infrastrutture De Micheli nei giorni scorsi”, spiegano i segretari generali di Fillea Cgil (Alessandro Genovesi), Feneal Uil (Vito Panzarella) e Filca Cisl (Franco Turri): “Chiediamo una vera politica industriale nei settori dell’edilizia e dei materiali, il rilancio delle infrastrutture, la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, la riforma delle pensioni e del fisco, un impegno più forte sulla legalità, con il rafforzamento del Durc, la diffusione della congruità, l’attuazione della patente a punti, un inasprimento delle pene, una reale riforma del Codice degli appalti, che riduca il ricorso al subappalto e il numero delle stazioni appaltanti e favorisca il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.
Genovesi, Panzarella e Turri intendono confrontarsi con il governo, in particolare con i ministeri delle Infrastrutture, del Lavoro e dello Sviluppo economico, per capire “i tempi e le modalità con cui si vuole intervenire sui temi indicati, dopo gli annunci positivi delle scorse settimane. In questi undici anni di crisi sono centinaia di migliaia le aziende del settore che hanno chiuso i battenti, determinando una perdita di oltre 800 mila posti di lavoro. Rimettere in moto il settore vuol dire non solo generare occupazione, ma dotare il Paese di infrastrutture moderne e sicure”. Nei prossimi giorni saranno resi noti i dettagli delle iniziative.

21 Ottobre Direttivi Nazionali Fillea Filca Feneal per lanciare una giornata di iniziative: chiediamo al Governo di intervenire subito, rilanciare il settore delle costruzioni vuol dire rilanciare il Paese
“Mai come in questo momento la difesa ed il rilancio del Paese dipendono dal settore delle costruzioni. Il nuovo governo dia seguito agli annunci e provveda a mettere in campo tutte le misure idonee al rilancio del comparto, e conseguentemente alla competitività e alla produttività del Paese”. Lo dichiarano i segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Vito Panzarella, Franco Turri, Alessandro Genovesi, che annunciano una iniziativa unitaria a Roma il prossimo 21 ottobre, per lanciare una giornata di iniziative di sensibilizzazione e proposta.
“Le nostre richieste – proseguono – sono sensate e fattibili: innanzitutto è necessaria una vera politica industriale nei settori dell’edilizia e dei materiali, con il rilancio delle opere infrastrutturali a partire dai cantieri bloccati e la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, a partire dal Sud e dalle aree interne. Chiediamo una riforma previdenziale che tenga conto delle peculiarità delle occupazioni, tutelando chi è impegnato in lavori gravosi. Lotta serrata contro l’elusione contrattuale e il lavoro nero, con il rafforzamento del Durc, la diffusione della congruità, l’attuazione della Patente a punti e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro. Indispensabili per noi sono inoltre una riforma fiscale in grado di ridurre le tasse a lavoratori e pensionati e una reale riforma del Codice degli Appalti, che riduca il ricorso al subappalto e il numero delle stazioni appaltanti e favorisca il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. I dati del settore ci offrono uno scenario desolante: diminuiscono gli addetti, chiudono le aziende, crollano gli investimenti, aumenta la fuga dal contratto edile, sale l’età media dei lavoratori nei cantieri e si verifica una crescita sempre più drammatica degli infortuni, in particolare di quelli mortali. Così non si può andare avanti – aggiungono - e per questo il 21 ottobre riuniremo i nostri direttivi nazionali per definire una giornata di iniziative di sensibilizzazione e proposta, dopo lo sciopero generale del 15 marzo scorso. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro al Governo, ed in particolare ai ministeri delle Infrastrutture, del Lavoro e dello Sviluppo Economico, perchè solo dal confronto costruttivo con le forze sociali può davvero ripartire il settore, e quindi il Paese”, concludono i segretari generali di Feneal, Filca, Fillea.
 

Creato il:lun 07 ott, 2019 2:54 pm

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