Quarto sciopero globale per il clima il 29 novembre 2019
clima

Il 29 novembre la manifestazione. Mentre la Confederazione dal 2 al 13 dicembre sarà a Madrid per la Cop25
“Per fronteggiare l’emergenza climatica e per chiedere un radicale cambiamento del modello di sviluppo che consenta di raggiungere, entro il 2030, tutti gli obiettivi dell’Agenda Onu, aderiamo e sosteniamo il quarto sciopero globale per il clima indetto dai ragazzi del Fridays For Future per venerdì 29 novembre. Saremo presenti alle numerose manifestazioni che si terranno nelle città italiane”. Così in una nota la Cgil Nazionale.
“La battaglia per la giustizia climatica - prosegue la nota - è una battaglia per la giustizia sociale, per la democrazia, per l’equità all’interno dei Paesi, fra Paesi, e fra diverse generazioni. È una battaglia per il diritto alla partecipazione nei processi decisionali”.
Inoltre, annuncia la Confederazione “saremo presenti, con una delegazione, alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2019 (Cop25) che è stata spostata a Madrid dal 2 al 13 dicembre, ma manterrà incomprensibilmente la presidenza cilena. A tal proposito, esprimiamo solidarietà al popolo cileno che continua a subire repressioni e violazione dei diritti umani”. La Cgil parteciperà agli eventi che si terranno in concomitanza della Cop25 come: la marcia per il clima in programma per il 6 dicembre, la ‘cumbre social por el clima’, oltre a tutte le iniziative organizzate dal movimento sindacale internazionale.

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Sciopero per il clima il 29/11, appello FFF alle 'sardine' Nel giorno del Black Friday, contro modello consumista
Fridays For Future, il movimento dei giovani per il clima ispirato da Greta Thunberg, organizza il suo quarto sciopero globale per il clima per venerdì 29 novembre, in occasione del Black Friday, per contestare un modello di consumo ritenuto esasperato e non sostenibile. In Italia, i ragazzi di FFF lanciano un appello al movimento delle "Sardine" perché aderisca allo sciopero, "convinti che gli obiettivi per cui entrambi lottiamo siano complementari e spesso coincidano", si legge in una lettera aperta.
Fridays for Future ha deciso di tenere lo sciopero globale per il clima nel giorno del Black Friday "perché questo sistema non ci piace -, ha spiegato stamani in una conferenza stampa davanti a Montecitorio Marianna Panzarino di FFF Roma -. E' esattamente il sistema che noi combattiamo: la produzione infinita di beni che probabilmente non acquisteremmo, se avessero un costo adeguato. Viene proposto un bene di consumo a un prezzo bassissimo, perché il modo in cui è stato prodotto quel bene consente quel prezzo, e ovviamente non è ecosostenibile". "Vi scriviamo questa breve lettera come Fridays For Future Roma, convinti che gli obiettivi per i quali entrambi lottiamo siano complementari e anzi coincidano - si legge nell'appello -. Siamo certi che tanti di voi abbiano a cuore la situazione climatica, così come sappiamo che molti di noi stanno prendendo parte con entusiasmo alle vostre iniziative volte ad evidenziare l'emergenza democratica in corso nel paese. Questi scambi, queste commistioni sono il segnale più evidente che l'emergenza climatica non potrà essere affrontata e risolta senza prima affrontare l'emergenza democratica". "Vi invitiamo a portare la sardine al Global Climate Strike che ci vedrà scendere nelle piazze e strade il prossimo 29 novembre - conclude l'appello -. In pieno spirito da sardina, non abbiamo bisogno di spazio, vogliamo stare stretti l'uno all'altro, riscaldarci in questo disastroso autunno col calore delle nostre idee e del nostro entusiasmo. Vi aspettiamo, aspettateci in piazza". (ANSA).

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Venerdì 29 studenti, insegnanti, genitori, nonni, adulti, tutti sono invitati a scendere in piazza per protestare contro l’inattività di governi per trovare una soluzione ai cambiamenti climatici. Anche i musei appoggiano i ragazzi di Fridays for future nel quarto sciopero globale per il clima. E’ nato Museums for future. Arte e cultura si mettono a disposizione della rivoluzione green e a sostegno di chi lotta per un futuro migliore.

Come annunciato già a settembre 2019, all’indomani del terzo sciopero globale per il clima, venerdì 29 novembre 2019 il movimento di Fridays for future torna in piazza per il quarto global strike. Dopo il successo inatteso del primo sciopero mondiale per il clima di marzo, il secondo di maggio e il terzo di settembre, i manifestanti tornano in piazza per chiedere che gli obiettivi dell’Agenda 2030 legati ai cambiamenti climatici siano rispettati. E vengano prese soluzioni per poter sperare in un futuro degno di questo nome.
Il 29 novembre sono invitati tutti in piazza. Studentesse e studenti, giovani, adulti, anziani. Tutti sono chiamati ad agire. Il giorno non è stato scelto a caso. È a ridosso della COP25 che si sarebbe dovuta svolgere in Cile nella prima settimana di dicembre. Ma a causa dei disordini in corso, la conferenza sul clima è stata spostata a Madrid, dal 2 al 13 dicembre prossimi.
E Greta Thunberg, arrivata nel continente americano con una barca a vela per partecipare al Summit del Clima dell’Onu e alla Cop25 in Cile, ora sta tornando in Euroa sempre in barca, per mare,
Ma il 29 novembre è anche un’altra data simbolica. Il giorno del Black Friday.
Degli acquisti, soprattutto online, folli, complici gli sconti di una giornata che in America da decenni rappresenta un’occasione per fare affari in vista del Natale, subito dopo il giovedì del Ringraziamento. E che nel resto del mondo si è trasformata nell’ennesima corsa consumistica a comprare beni di cui non abbiamo bisogno.

Anche i musei in piazza. E' nato 'Museums for future'.
Tutti sono invitati a scendere in piazza. Non solo i ragazzi che lottano per il loro futuro e che con il movimento Fridays for future hanno accolto la sfida lanciata dalla giovane attivista 16enne svedese. Ci sono gli insegnanti, i Teachers for future, accanto ai loro studenti fin dalla primissima ora. E si sono aggiunti anche altri gruppi, come i Parents for future, i genitori. E i giornalisti. Ora anche i musei hanno deciso di aderire. Arte e cultura si uniscono alla protesta.
#MuseumsforFuture è il nuovo movimento nato per invitare i professionisti del patrimonio culturale a partecipare al quarto sciopero globale per il clima del 29 novembre.
Tutti gli operatori museali e coloro che lavorano nell’ambito dell’arte e della cultura sono invitati a supportare il movimento #FridaysForFuture. Il progetto, sostenuto da Nemo, rete delle organizzazioni dei musei europei, è stato presentato in occasione della conferenza dedicata allo sviluppo sostenibile andata in scena dal 7 al 10 novembre in Estonia.
Visitatore al museo
10 azioni per i musei per salvare la terra.
Anche il movimento #MuseumsForFuture ha deciso di dotarsi di un vademecum di 10 semplici azioni che ogni museo può intraprendere per supportare la protesta di Fridays for future:
1) Dare il benvenuto agli striker nei musei. Potrebbero avere bisogno dei bagni, di fontanelle per l’acqua, di sedie per riposarsi.
2) Organizzare un evento per i bambini per parlare di futuro sostenibile, così da permettere ai genitori di partecipare alla marcia.
3) Garantire spazi per organizzare workshop o altri eventi.
4) #ArtStrike, partecipare allo sciopero scegliendo un oggetto che partecipi alla protesta, “oscurandolo” per un giorno con la scritta “Artwork on strike“.
5) Creare un archivio dedicato agli scioperi, insieme a chi protesta, per conservare i documenti per i posteri.
6) Raccontare la storia dei giovani attivisti di tutti i tempi e di tutto il mondo.
7) Nei punti di ristoro mettere a disposizione solo cibo locale e sostenibile.
8) Fare in modo che almeno una parte delle operazioni condotte dal museo sia sostenibile: packaging, trasporto, scontrini, così da rendere lo sciopero duraturo nel tempo.
9) Promuovere l’uso del trasporto pubblico per raggiungere il museo.
10) Smettere di accettare soldi dalle aziende di combustibili fossili. No all’artwashing, no al greenwashing.

Creato il:sab 16 nov, 2019 3:41 pm

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