Basta Guerra! Manifestazione per le Vie della Città di Livorno
stop guerra

.

 

Adesso basta!
Mentre ci dilettiamo a discutere se Carola Rackete debba o meno indossare il
reggiseno salvando gente in mare, se quello del sindaco sia un lavoro o diletto, se il Papa
abbia o meno il diritto di irritarsi contro una maleducata, non vediamo che abbiamo mostri in
casa e mettiamo trappole per topolini.
Per Arci-Anpi-Cgil è fin troppo chiaro che non è, come narrato dalle destre sovraniste,
uno scenario lontano che riguarda qualche minoranza o parti arretrate del mondo, fatti che
comunque meriterebbero aiuto e attenzione: i padroni della guerra stanno ancora una volta
mutando gli scenari mondiali. L’abbiamo capito? o serve uno schemino?
La guerra è il fenomeno invisibile responsabile di fenomeni visibili, quali per esempio le
migrazioni, ma anche creatrice di logiche economiche in grado di influenzare i mercati
finanziari. Il potere e non la politica è responsabile della distruzione della pace. Oggi, dopo
l’arrogante attacco di Trump, ci avviamo verso uno scenario diverso, dove la violenza della
guerra non sarà più a bassa intensità, ma centro economico fondamentale che potrebbe
chiamare in causa altre superpotenze interessate all’Iraq e all’Iran, paesi certamente non
rispettosi dei diritti umani ma non per questo attaccabili secondo i ”capricci” delle finanze
statunitensi. La Nato prende silenziosamente le distanze, la Cina in area di accordi
commerciali si attesta su un timido richiamo. Trump rilancia cinicamente l’economia
statunitense, grazie al 60% del Pil prodotto dall’indotto bellico . La guerra vale 1800 miliardi
di dollari l’anno, oltre il 2 per cento del Pil mondiale. Le imprese che producono materiale
bellico operano in regime di oligopolio con fatturati superiori al PIL di stati anche sovranisti. Il
50% della ricchezza mondiale è in mano a molto meno dell’1% della popolazione.
Le spese militari nel modo di produzione capitalistico sostengono il profitto e di fronte a
deflazione,disoccupazione, contrazione dei consumi e sovrapproduzione, rappresentano un
settore che permette rendimenti assai elevati.
La guerra serve a distruggere capitale in eccesso per rilanciare nuovi cicli di crescita. Così
affronta la crisi il cinico mondo delle finanze mondiali.

Il ruolo di Camp Darby, il più grande deposito di mezzi militari e armamenti al di fuori degli
USA, appare grave anche in questo scenario. Con Trump è ancora più evidente la gravità
dell’aver ceduta la sovranità di un pezzo di territorio italiano, le cui attività sono classificate
come segreto militare, impedendo anche la diffusione dei piani di sicurezza per le
popolazioni residenti nelle vicinanze. Livorno non può restare muta mentre avvengono atti di
una gravità irreparabile. Chiamiamo istituzioni, cittadini/e lavoratori/trici a una grande
mobilitazione. Le armi verso il Medio Oriente e l’Africa passano dal nostro porto. Le mani
dei nostri lavoratori/trici aiutano il traffico di armi. Adesso è l’ora di dire basta.

ANPI-ARCI-CGIL PROVINCIA DI LIVORNO

Creato il:lun 13 gen, 2020 1:40 pm

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