EMPOLI (FI) IRPLAST, CASSA INTEGRAZIONE PER 120 OPERAI
 Non saranno solo ferie anticipate come era stato annunciato. Alla Irplast ci sarà anche la cassa integrazione. Perplessi e preoccupati i sindacati dopo la richiesta fatta tramite l’Associazione industriali. L’apertura della procedura è stata richiesta per 120 dipendenti su 220 che sono in forza allo stabilimento della zona industriale di Terrafino. Il periodo è fino al dieci gennaio. Considerando le ferie per il periodo natalizio, saranno circa dieci i giorni interessati dalla cassa integrazione. I sindacati hanno chiesto un incontro all’azienda. Sulle difficoltà dell’Irplast era intervenuta la stessa proprietà facendo riferimento al ricorso alle ferie anticipate e alla sospensione della produzione. L’azienda aveva anche annunciato la ristrutturazione finanziaria del gruppo. Tutto questo per affrontare la crisi con il culmine previsto nel 2009. La dirigenza aveva comunque smentito che ci fossero stati in vista cassa integrazione o licenziamenti. Tutti i dipendenti erano stati regolarmente pagati. Compresi gli straordinari che erano stati fatti fino a novembre. La decisione di sospendere la produzione era stata motivata soprattutto dal fatto che l’Irplast è legata ai derivati del petrolio e i prezzi stavano calando. Quindi non era conveniente produrre al momento. L’azienda aveva spiegato di aver preferito l’attesa. La Filcem Cgil, dunque, è rimasta perplessa proprio perché la Irplast aveva smentito il ricorso alla cassa integrazione e aveva tranquillizzato sia i lavoratori, che i sindacati. «Le dichiarazioni dell’azienda hanno sminuito le problematiche della situazione - spiega la Filcem Cgil - si è negato il ricorso a strumenti di ammortizzazione sociale ma nello stesso giorno la direzione della Irplast consegnava alla Rsu una comunicazione di apertura per la cassa integrazione seguita da formale comunicazione alle organizzazioni sindacali, come avviene di rito». «Questo comportamento contraddittorio - spiega Marco Mencobello, responsabile Filcem Cgil - non può che aumentare le nostre preoccupazioni verso una vicenda nella quale manca una componente di primaria importanza, la chiarezza». E Mencobello conclude: «Invitiamo ancora l’azienda a non protrarre inutilmente il proprio silenzio sui chiarimenti che da tempo abbiamo richiesto, silenzio interrotto da dichiarazioni che rischiano di essere controproducenti». L.A.  DA IL TIRRENO
Notizia del: mar 23 dic, 2008

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