BUITONI: CONTINUA L'OCCUPAZIONE DEI 71 ADDETTI ALlA MOVIMENTAZIONE MERCI (ESTERNI DELLA COOP L&L)
I sogni, si sa, muoiono all’alba, ma i settantuno che dalla fine di dicembre occupano la Buitoni si augurano ovviamente che il loro sogno, quello di non perdere il lavoro, non finisca alle cinque di stamani, quando rientrerà in fabbrica il primo turno dei dipendenti del magazzino. Loro all’alba ci saranno. Organizzati in presidio come hanno fatto già da prima di Capodanno, come hanno fatto persino la notte di San Silvestro, in un mestissimo veglione di benvenuto al 2009. Con loro ci saranno anche i sindaci dei comuni della Valtiberina, toscana e umbra, e il presidente della Provincia Vincenzo Ceccarelli (nel tondo). Che farà la proprietà Buitoni, ovvero la «Newlat» di Mastrolia, che considera l’occupazione, parole testuali del patron Angelo, «assolutamente illegale»? Accetterà il presidio in attesa di tempi migliori? Si accontenterà eventualmente che venga ridotto a uno strumento puramente formale? O chiederà l’intervento della polizia e lo sgombero forzato?
Insomma, è fatta solo di domande la lunga domenica di attesa dell’assemblea in cui sono permanentemente riuniti i 71 della cooperativa «L&L». La linea dura dell’occupazione che continua non viene contestata praticamente da nessuno, sabato è stata decisa quasi per acclamazione. I precari incassano nel corso della giornata il sostegno delle istituzioni locali: si fanno vedere al magazzino Buitoni occupato il sindaco Polcri di Sansepolcro, il collega Bianchi di Anghiari, gli assessori di Pieve e di Città di Castello, oltre il confine, ma anch’essa interessata perchè molti dei soci della cooperativa vengono di là. C’è anche Ceccarelli, protagonista di un’autentica maratona, dalla domenica mattina all’alba di oggi. «Mai vista una chiusura così», dice dell’atteggiamento della Newlat, che sabato ha abbandonato il tavolo di trattativa in prefettura.
E dire, polemizza il presidente della Provincia, che i sindacati avevano accettato di rimettere in discussione persino l’accordo nel mirino dei precari, quello che prevedeva l’assunzione di 23 contratti a termine in cambio del passaggio ai dipendenti di alcune funzioni fino ad allora svolte dalla cooperativa. Un’intesa, avevano accusato i precari, che ci taglia le gambe. Bene, dicono ora i sindacalisti degli alimentaristi (quelli della Coop dipendono invece dalla Cgil-trasporti), se è questo il problema si può ripartire daccapo.
«Nelle prossime ore - promette Ceccarelli - cercheremo di attivare la Regione e il ministero per riattivare un tavolo di trattative». Prima, però, c’è l’alba della verità, quella della ripresa del lavoro nel magazzino Buitoni (le linee produttive torneranno attive il 7 e il 12). E’ un passaggio stretto, così come è corta la coperta che dovrebbe coprire tutti i protagonisti della vertenza. Qui, par di capire, rischiano i 71 della cooperativa «L&L» o i 23 cui è stata promessa l’assunzione. E intanto c’è chi teme di vedere nell’atteggiamento della Newlat un pericolo pure per i dipendenti Buitoni, quelli che secondo le promesse di Mastrolia dovrebbero dormire sonni beati.  Salvatore Mannino da La Nazione
Notizia del: lun 05 gen, 2009

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