La manova. Camusso (Cgil), 'Sciopero' non è una parola abrogata. Pedretti (Spi Cgil), moblitazione non rinviabile

Durissimo il giudizio di Susanna Camusso all'indomani del varo da parte del consiglio dei ministri della legge di bilancio. Disattesi gli impegni presi con i sindacati sulle pensioni. Sul lavoro: "La decontribuzione non serve, ha già fallito"
Pedretti (Spi Cgil), moblitazione non rinviabile
"Non ci siamo. Non ci siamo proprio. Con arroganza il governo non risponde ai problemi di milioni di persone e disattende gli impegni che si era preso per la seconda fase di confronto con i sindacati sulle pensioni". Lo dichiara il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti commentando l'approvazione della legge di bilancio da parte del Consiglio dei ministri. "Arrivati a questo punto – continua – credo davvero non sia più rinviabile una grande mobilitazione dei lavoratori e dei pensionati per far sentire la propria voce".
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La segretaria della Cgil: "Si è scelto lo slogan sulle tasse facendo credere di dare risposte a tutti, ma non c'è nessun aiuto a chi lavora. Pronti allo sciopero generale". Oggi vertice con Cisl e Uil
La Manovra approvata ieri dal Consiglio dei Ministri surriscalda già la dialettica tra governo e sindacati. Attacca Camusso: "Favorisce le rendite e mantiene lo status quo". Replica a stretto giro Padoan: "Mi chiedo che legge abbia visto, non corrisponde alla sua descrizione".
Lo scontro a distanza va in onda via radio. La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, rilascia le prime dichiarazioni ufficiali di commento al testo varato ieri intervistata a "Circo Massimo", il programma di Massimo Giannini su Radio Capital. Secondo la leader sindacale è "una manovra che favorisce le rendite e che mantiene lo status quo. Si è fatta una scelta politica: si poteva intervenire sulla finanza, sul patrimonio e facilitare chi lavora e chi produce e invece si è scelto di usare questo slogan sulle tasse, facendo credere che è una risposta a tutti e invece è una risposta solo ad alcuni, mantenendo la pressione fiscale alta", ha spiegato.
Alla luce di queste considerazioni, Camusso ha ricordato che lo sciopero "per me non è una parola abrogata". E quindi ha precisato: "Oggi valuteremo insieme a Cisl e Uil e la risposta quando non si rispettano gli accordi. Il governo ha fatto una scelta politica. Questa manovra non dà nessuna prospettiva di cambiamento.
E' solo una sterilizzazione dell'aumento dell'Iva".
Dalle frequenze di Radio Anch'io non si è fatta attendere la risposta del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan: "Mi chiedo Susanna Camusso che legge di bilancio abbia visto, non corrisponde a questa descrizione. Abbiamo messo risorse per gli investimenti pubblici, per gli investimenti privati, risorse per l'occupazione giovanile. Stiamo dando una scossa alla crescita". Ha quindi rivendicato le misure adottate: "Non è vero che non siamo intervenuti sulle pensioni. Ci sono misure come l'ape sociale e l'ape donna che introducono elementi per le persone che ne hanno più bisogno", ha detto in riferimento alle agevolazioni in rampa di lancio per le lavoratrici con figli. "C'è una legge concordata in sede Ue che tiene conto dell'allungamento delle aspettative di età", ma ci sono anche "molti meccanismi introdotti per affrontare la questione, come per i lavoratori usuranti che hanno diritto ad andare in pensione prima".
Ripetendo il mantra delle "risorse limitate" (e in effetti, su 20 miliardi di manovra oltre 15 sono per sterilizzare l'aumento dell'Iva) Padoan ha detto di sperare che "subito nella prossima legislatura si possa fare il taglio dell'Irpef", intanto ha rimarcato che "negli ultimi quattro anni i governi hanno tagliato le tasse per 20 miliardi". da repubblica.it

Manovra: Rossi, no risposte serie, se la voteranno con Verdini
"Nella legge di bilancio nessuna risposta seria per i lavoratori, per i giovani, per i malati, per i poveri e i disoccupati. Non è vero, come dice Gentiloni, che è una legge di bilancio senza lacrime e sangue. A versarle saranno i lavoratori che si vedranno ancora alzare l'età pensionabile (67 anni in Italia) più alta d'Europa, i giovani che non avranno altre borse di studio né la speranza di una pensione di garanzia minima di 600 euro, i malati che continueranno a pagare il superticket, i poveri che rimarranno in maggioranza, 60 per cento, senza alcuna assistenza. Nemmeno l'ombra di investimenti pubblici per creare lavoro. Per me, questa legge se la voteranno con Verdini, as usual, come al solito". E' quanto scrive su facebook, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e fondatore di Articolo Uno - Mdp. (ANSA).

Notizia del: mar 17 ott, 2017

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