MONTECATINI: CAMBIANO I PUNTI MENSA DELLA LAZZI MA I SINDACATI CHIEDONO UNO STOP

 I sindacati hanno avviato nei confronti della Lazzi la procedura di “raffreddamento e conciliazione” in merito a una presunta violazione dell’accordo riguardante la mensa. La decisione è stata comunicata ieri dopo che «la Lazzi, all’insaputa dei sindacati aziendali, ha terzializzato la gestione dei punti mensa e, di conseguenza, ha emanato l’ordine di servizio 27.3.2009 in cui si comunica ai dipendenti che con il 1º aprile, quindi senza preavviso, il servizio viene profondamente modificato». Le modifiche riguardano sia la modalità di fruizione che la selezione (fatta unilateralmente dalla Lazzi) dei nuovi punti mensa convenzionati. Nella lista si evidenzia «una nutrita presenza di bar che offrono solo cibi surgelati e di scarsa qualità, mentre scompaiono alcuni fornitori storici che hanno garantito da anni cibi genuini e un’elasticità di orario funzionale ai nostri turni». Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Uiltr, e Faisa-Cisal sottolineano quindi che è stato ignorato «il ruolo centrale della Commissione tecnica paritetica a cui è affidato il compito di stabilire la funzionalità e la fruibilità dei servizi. Tutto ciò in conseguenza del fatto che il personale Lazzi concorre al costo del pasto e, in alcuni casi, lo paga per intero». «Abbiamo toccato davvero il fondo - commentano i sindacati - quando si tratta di rispamiare sulla pelle dei lavoratori gli amministratori Lazzi sono pronti a speculare anche sulla qualità di ciò che si mangia. Mentre per manetnere in piedi un “carrozzone mangiasoldi” come il Ctt, che ha moltiplicato i costi di tutte le aziende aderenti, non si bada a spese». «Quanto costa alla collettività - si chiedono - la Compagnia toscana trasporti? Quanti sono i dirigenti che ne fanno parte e che sono davvero presenti in sede negli orari di apertura? Quanto è la loro retribuzione? Che livello di inquadramento medio ha il personale che lavora nello stabile di Pistoia? Quante auto aziendali possiede il Ctt? Quanto è il costo dell’affitto della struttura? Se il Ctt non assorbe tutte le consociate trasformandosi in un’unica vera azienda di mobilità, quale altro scopo ha di esistere se non quello di succhiare soldi agli enti concedenti ed alla collettività?». Ma le critiche non finiscono qui: «Perché non si riducono ad una unità i 6 consigli di amministrazione delle aziende che ne fanno parte, i 6 presidenti, i 6 amminsitratori delegati, e altrettanto dicasi per le aziende immobiliari prolificatesi al seguito della costituzione di Ctt? Un sistema di scatole cinesi che ha prodotto una valanga di poltrone e sperperato un mare di soldi a discapito dei lavoratori e dei contribuenti. Ecco come si fanno i veri risparmi, quelli che possono liberare risorse per migliorare il servizio ai cittadini e per consentire il puntuale rinnovo dei contratti di lavoro; altro che risparmiare quattro spiccioli sulla qualità del pasto». Quindi, seguendo le procedure, i sindacati chiedono un incontro urgente all’azienda Lazzi. «Se al termine non produrrà un accordo, ci costringerà alla proclamazione di adeguate azioni sindcali».

DA IL TIRRENO

Notizia del: mar 31 mar, 2009

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