PISTOIA: SCUOLA, IL PROSSIMO ANNO 70 AUSILIARI IN MENO
 Il mondo della scuola è col fiato sospeso in attesa di conoscere gli organici per il prossimo anno scolastico. Il ministero alla Pubblica istruzione avrebbe dovuto già dovuto mettere la sua firma sulla circolare, ma siamo ancora a livello di bozza non firmata. E manca un ulteriore atto, quello decisivo, della ripartizione del personale - insegnanti e tecnici-amminisitrativi - nelle varie province che spetta al Miur, cioé l’ufficio scolastico regionale. Una ripartizione di tagli, peraltro annunciati dall’ultima Finanziaria. E che il ministro pare abbia intenzione di confermare. Al momento si conosce solo il numero dei tagli del personale Ata, amministrativi, tecnici e ausiliari: 70 in meno rispetto a quest’anno, a livello provinciale. Che significa, ma è un calcolo meramente statistico, 1,5 persone in meno per istituto scolastico. «I tagli ci saranno, il ministero non pare intenzionato a tornare indietro - dice Franco Buralli, segretario della Cgil scuola - Ma tutto è ancora avvolto nell’incertezza. Fino a quando non verranno comunicati gli organici, quindi i numeri, non conosceremo l’esatta entità della sofferenza in cui si ritroveranno insegnanti e genitori il prossimo anno scolastico. Questo ritardo è significativo, perché è probabile che anche a Roma ci sia qualche ripensamento. Infatti, tutta l’impalcatura del risparmio voluto dal ministero, si fonda su un calcolo sbagliato, cioé che i genitori avrebbero optato in grande maggioranza per i tempi corti. Così non è stato, anzi la maggioranza a livello nazionale, persino in alcune regioni del sud, ha scelto per i tempi lunghi. Questo comporta che alcune novità introdotte, come l’aumentato numero di alunni per classe o la compresenza di due insegnanti in contemporanea, non potranno partire come il ministero voleva». Come sempre quando si parla di scuola, la materia è alquanto complicata, tanto che lo stesso sindacato non è in grado neppure di dire quale sarebbe il fabbisogno di insegnanti in base alle iscrizioni. «Ci sono troppe variabili e troppe novità - spiega Buralli - quel che sappiamo è che si deve fare presto, altrimenti a settembre non si parte e la scuola comincerà nel caos». I tagli dei docenti e degli Ata sono una certezza e, tanto per cominciare, si pone il problema dei ragazzi che resteranno a scuola il pomeriggio: chi seguirà i ragazzi mentre sono a mensa? Come faranno gli istituti a far quadrare il monte orario massimo di ciascun insegnante col fatto che il numero dei docenti verrà diminuito drasticamente? L’associazione dei genitori teme che tutto ciò, oltre che sulla qualità del servizio, potrebbe ripercuotersi anche sulle tasse scolastiche, visto che gli istituti dovranno ricorrere ad appalti esterni per garantire alcuni servizi. La bocca di circolare ministeriale prevede 1.465 insegnanti in meno a livello regionale, con ripercussioni particolmente gravi alle scuole medie (659 docenti in meno e 2.059 alunni in più) e, a seguire, le elementari (437 insegnanti tagliati, con gli studenti che crescono di 545 unità); infine, anche alle elementari non si scherza: 336 i maestri in meno, con 1084 bambini in più. «Da quel che sappiamo la firma del ministro sulla bozza di organico dovrebbe avvenire, con grave ritardo, entro questa settimana - conclude Buralli - La prossima dovrebbe essere quella della ripartizione dei tagli a livello regionale, ma ci sono anche le vacanze di Pasqua e si rischia di andare ancora più in là».
Francesco Albonetti DA IL TIRRENO
Notizia del: gio 02 apr, 2009

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