PRATO: LA CRISI IN PARLAMENTO
La crisi di Prato ieri ha fatto tappa in Parlamento. Nel pomeriggio a Roma Provincia, Comune, imprenditori e sindacati hanno spiegato la situazione pesantissima del distretto alla Commissione Attività produttive della Camera presieduta dal leghista Andrea Gibelli e di cui fa parte il parlamentare pratese Andrea Lulli in qualità di capogruppo del Pd. Soddisfazione per la delegazione pratese dall’incontro anche se non mancano le polemiche per il fatto che ancora il ministro Scajola non ha risposto alla richiesta di incontro. «Siamo soddisfatti di questa prima risposta che viene dal Parlamento, che ha dimostrato attenzione alla situazione del distretto e che ha apprezzato in larga parte la piattaforma unitaria pratese - commenta il presidente della Provincia Massimo Logli a caldo - Restiamo però ancora in atteasa di una risposta ufficiale del Governo e del ministro Scajola alla nostra richiesta di incontro». La delegazione pratese era composta, oltre che da Logli, dall’assessore del Comune di Prato Fabio Giovagnoli, dal vicepresidente della Provincia Daniele Panerati, dal presidente dell’Unione industriale pratese Riccardo Marini, da Andrea Belli, presidente nazionale tessili di Confartigianato, dal presidente Federmoda Toscana Cna Massimo Melani e dal segretario Cisl di Prato Stefano Bellandi che rappresentava anche Cgil e Uil. Nel corso dell’incontro fra i componenti della Commissione sono intervenuti Ludovico Vico (Pd), Enzo Raisi (Pdl), Savino Pezzotta (Udc) e Raffaello Vignali (Pdl). Per la Commissione quella di ieri era la prima di una serie di audizioni dedicate a verificare la situazione dei distretti italiani. Dopo quella pratese è già programmata l’audizione del distretto di Modena-Sassuolo. E’ toccato al presidente Logli e a Marini illustrare la piattaforma del Tavolo di distretto. Tre i temi forti su cui si è insistito per fronteggiare l’emergenza. Anzitutto il credito alle imprese e la necessità quindi di garantire liquidità alle aziende che ancora sono in grado di lavorare. Poi la sospensione, con lo spostamento delle scadenze di pagamento, di imposte e contributi per quelle aziende che continuano a garantire i livellioccupazionali. E infine il potenziamento e l’efficacia degli ammortizzatori sociali. Sono stati interventi appassionati quelli di Logli e di Marini, ma anche dei rappresentanti degli artigiani, che hanno dipinto la situazione di un distretto deciso a mantenere l’integrità della filiera e a difendere i posti di lavoro insieme alle imprese. Le forze economiche pratesi hanno chiesto tutte insieme immediati provvedimenti sul fronte fiscale per chi non licenzia. Marini ha concluso dicendo: «Questa volta non ce la facciamo a superare la crisi da soli». Si è parlato anche del futuro di Prato, il tema è stato introdotto da Savino Pezzotta, parlamentare ma anche sindacalista e profondo conoscitore del sistema dei distretti, che riconosciuto la necessità del sostegno alle misure d’emergenza che vengono richieste dal distretto pratese, ma ha anche chiesto chiarimenti sul futuro di Prato e sulle prospettive di reindustrializzazione. La risposta delle istituzioni e delle imprese pratesi ha riaffermato la continuità della vocazione manifatturiera del distretto e l’impegno sul fronte dell’innovazione e della ricerca. Dopo l’audizione alla Camera, la delegazione si è spostata nella sede romana del Pd dove ha incontrato, presente in questa occasione anche il parlamentare Antonello Giacomelli, il segretario nazionale del Partito democratico Dario Franceschini. Il segretario ha apprezzato lo spirito unitario con cui istituzioni, sindacati, imprenditori e associazioni di categoria di Prato hanno presentato le loro proposte, ha detto di condividerne gli obiettivi, che coincidono con le iniziative prese dal Pd in Parlamento allo scopo di sollecitare il governo a rompere gli indugi e ad occuparsi concretamente della situazione economica del Paese. In particolare, il segretario del partito democratico ha affermato che prima degli interventi strutturali occorre dare risposte immediate alle due vere emergenze: i precari e le piccole imprese, tra le quali l’artigianato riveste da sempre un ruolo di primissimo piano.
DA IL TIRRENO
Notizia del: gio 02 apr, 2009

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