Incontro al Viminale. Landini: ''La questione non è vedersi ogni tanto, ma capire se ci sono convergenze''

Vertice a Roma tra il vicepremier Salvini e 43 parti sociali. Landini: "La questione non è vedersi ogni tanto, ma capire se ci sono convergenze". Tanti i temi toccati dal sindacato: tasse, Mezzogiorno, contratti, sicurezza, autonomia differenziata
“Abbiamo proposte, idee, una piattaforma unitaria con Cisl e Uil. Rappresentiamo milioni di lavoratori, pensionati, precari, giovani, e vorremmo aprire un confronto vero con il governo. L’abbiamo già detto al presidente del Consiglio che ci ha incontrato nei giorni scorsi: il problema non è vedersi ogni tanto, ma potersi confrontare per capire se ci sono convergenze oppure no”. Queste le prime parole pronunciate dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini, nel corso dell’incontro di oggi (lunedì 15 luglio) con il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, presso la sede romana del ministero dell’Interno, cui sono presenti 43 parti sociali.
“Abbiamo bisogno di creare lavoro, e senza investimenti il lavoro non si crea”, ha illustrato Landini: “Dal 2008 a oggi abbiamo registrato una diminuzione del 30 per cento degli investimenti pubblici. Serve un piano straordinario di investimenti pubblici e privati”. Il segretario generale Cgil ha sollecitato “una forte riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti e i pensionati, che pagano ben l’85 per cento dell’Irpef, attraverso le detrazioni”. Landini ha poi ricordato che “nel nostro Paese c’è un problema di concentrazione della ricchezza, visto che il 50 per cento di questa è nelle mani del 10 per cento dei cittadini italiani, quindi si può pensare a contributi di solidarietà sulla ricchezza finanziaria, finalizzati a investimenti, a creare lavoro, a politiche verdi”.
Uno spazio importante è stato dato al tema dell’evasione fiscale. “Io non ho sentito dal governo una parola su questo”, ha affermato l’esponente sindacale: “Non si può continuare a parlare di ridurre le tasse quando abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, combatterla è una priorità politica che noi non vediamo”. Ma per stroncare il fenomeno dell’evasione “servono nuove assunzioni di professionalità specifiche all'Agenzia delle entrate, incrociare i dati oggi disponibili e una drastica riduzione dell’utilizzo del contante”.
Landini ha poi parlato di autonomia differenziata. “Per noi bisogna unire il Paese, non dividerlo”, ha detto: “Per questo molte delle cose proposte dal governo, come appunto l’autonomia differenziata, non ci convincono. Pensiamo che una serie di diritti, come la sanità o l’istruzione, debbano essere garantiti a tutti”. Altro tema toccato è la formazione: “Vi è la necessità di affermare il diritto alla formazione permanente per tutte le persone che lavorano. Tutti i lavoratori debbono potersi aggiornare e qualificare per non essere espulsi dai processi produttivi, anche perché il digitale e le tecnologie riguarderanno trasversalmente qualsiasi attività del nostro Paese”.
Molti, dunque, gli argomenti presi in esame dal segretario generale Cgil: dall'urgenza di “rinnovare i contratti pubblici e privati” alla “cancellazione dei contratti pirata, misurando la rappresentanza per i sindacati e le associazioni delle imprese”; dal bisogno di individuare “un luogo centrale pubblico, un'Agenzia, in cui discutere le scelte di politica industriale ed economica e indicare le strategie per i prossimi anni” alla preoccupante situazione del Mezzogiorno, “problema centrale per l’Italia e per la nostra dimensione europea, dove servono infrastrutture e investimenti”.
Avviandosi alla conclusione, Landini ha esortato il vicepresidente del Consiglio a “un utile confronto anche su temi che riguardano direttamente il ministero e sui quali non ci troviamo d’accordo, come la chiusura dei porti o il decreto sicurezza”. Il segretario generale Cgil, infine, ha rimarcato che “c’è un problema di sicurezza sul lavoro, si continua a morire come si moriva 50 anni fa. I temi da affrontare sono il caporalato, le infiltrazioni mafiose, i pezzi interi dell’economia reale che sono in mano alla criminalità organizzata. A noi non è piaciuto lo ‘sblocca cantieri’ poiché vengono aumentati gli appalti e i subappalti, ossia ciò che ha determinato questa situazione”.

Cgil Cisl Uil: da Di Maio toni inaccettabili
"I sindacati vogliono trattare con un indagato per corruzione", ha scritto il vicepremier M5s su Facebook. La replica unitaria dei confederali: "Stiamo ancora aspettando da lui il calendario dei prossimi incontri"
“Siamo stati convocati dal vicepresidente del consiglio Matteo Salvini insieme ad altre 40 organizzazioni di rappresentanza in vista della prossima legge di bilancio, incontro peraltro ampiamente annunciato nei giorni scorsi. Appaiono, quindi, del tutto inaccettabili e offensive, nei toni e nella sostanza, le osservazioni nei confronti dei sindacati avanzate oggi dal vicepremier Di Maio”. Lo affermano Cgil Cisl Uil sottolineano in una nota unitaria.
“Ricordiamo – aggiungono le tre sigle – che siamo stati ricevuti quindici giorni fa dal presidente del Consiglio Conte, insieme allo stesso vicepremier Di Maio, e siamo ancora in attesa di ricevere la calendarizzazione degli incontri specifici, così come aveva garantito lo stesso presidente del Consiglio, per affrontare i temi contenuti nella nostra piattaforma unitaria, illustrata peraltro almeno tre volte al presidente del Consiglio”.

Le parole di Di Maio su Facebook: i sindacati vogliono trattare con un indagato per corruzione
Se i sindacati "vogliono trattare con un indagato per corruzione messo fuori dal governo, invece che con il governo stesso, lo prendiamo come un dato. Ci comportiamo di conseguenza. Ora ho capito perché alcuni sindacati attaccano la nostra proposta sul salario minimo. Parlino pure con Siri, parlino pure con chi gli vuole proteggere le pensioni d'oro e i privilegi. Hanno fatto una scelta di campo, la facciamo pure noi! Per quanto mi riguarda, basta recite, pensiamo a governare" Lo scrive Luigi di Maio su Facebook, dopo la partecipazione di Armando Siri al tavolo al Viminale.

Fracassi (Cgil), unici ad avere posto il tema della sicurezza
Per quel che concerne i temi economici, "il punto politico centrale è che non c'è nessuna novità sugli investimenti, né materiali, né immateriali"
“Non c'è nessuna novità sul versante degli investimenti. Il governo non sta pensando a un grande piano finalizzato alle infrastrutture materiali e, abbiamo ricordato, anche quelli immateriali a partire da sanità e istruzione”. Lo afferma la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi commentando ai microfoni di RadioArticolo1 l’incontro con 43 organizzazioni convocato dal vicepremier Matteo Salvini a cui ha partecipato oggi al Viminale. “Per quanto ci riguarda, il punto centrale è il lavoro e la creazione di lavoro. È dunque necessario mettere in campo un'iniziativa che quantomeno faccia aumentare le risorse disponibili. Anche perché il nostro Paese ha ancora 30 per cento di investimenti pubblici in meno rispetto alla fase pre-crisi e nel Def gli investimenti programmati per il 2020 ammontano a 1,3 miliardi: praticamente nulla rispetto a quello che servirebbe”.
L’intervento della Cgil, rappresentata da Gianna Fracassi insieme al segretario generale Maurizio Landini, è stato uno dei pochi in cui sono state sottolineate le pericolose conseguenze dell’autonomia differenziata, e l’unico – tra gli oltre 40 ascoltati – a sollevare il tema della sicurezza. “Abbastanza in solitudine avendo ascoltato tutti gli altri interventi – riferisce Fracassi – abbiamo sottolineato l'irritualità dell'incontro e il fatto che eravamo in un contesto, quello del Viminale, non propriamente finalizzato a discutere di manovra”. Detto questo, “abbiamo chiesto che, così come siamo stati chiamati sul tema economico, cosa che sta nelle dinamiche politiche del vicepremier, avremmo davvero voluto in passato discutere del primo decreto sicurezza e poi del decreto sicurezza bis”.
“A Salvini abbiamo ricordato – aggiunge – che non condividiamo l'impostazione di questo governo, e la sua in particolare, sul versante dei due decreti, che sono elementi molto grave per la gestione dei migranti”. Per la Cgil, poi, ha aggiunto la vicesegretaria generale, “sicurezza vuol dire prima di tutto sicurezza sul lavoro e quindi anche legalità. Se Salvini vuole davvero aiutare i lavoratori italiani, parta da quelli che oggi sono sotto lo sfruttamento dei caporali e delle organizzazioni criminali. Su questo fronte chiederemo un impegno molto più consistente di quello che visto finora”. da rassegna.it

Notizia del: mar 16 lug, 2019

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