Grosseto: Cgil presenta "Belle Ciao. Tutte insieme vogliamo tutto", la piattaforma per la parità di genere

Per il lavoro e la salute delle donne, contro le molestie e le violenze, la Cgil di Grosseto dà appuntamento per l’assemblea provinciale delle delegate, che si terrà domani, mercoledì 18 settembre alle 16 nella sede provinciale, in via Repubblica Dominicana 80/G – Salone Calogero Cangialosi. Assemblea alla quale sono state invitate a partecipare Laura Parlanti, consigliera di parità della provincia di Grosseto, Toscana Barba Orlandi, responsabile del Coordinamento donne della Cgil Toscana, e Patrizia Passalacqua, del centro antiviolenza Olympia De Gouges.
«L’Assemblea – sottolinea Eleonora Bucci, segretaria della Camera del lavoro per le “politiche per le pari opportunità” – sarà l’occasione per presentare la nostra piattaforma di genere dal titolo “Belle Ciao. Tutte insieme vogliamo tutto”, un vademecum per la contrattazione inclusiva nei luoghi di lavoro e nella società, ispirato a cinque temi cardinali: occupazione, parità di salario, condivisione, welfare, molestie».
«Il lavoro delle donne è scarso – l’Italia è agli ultimi posti in Europa per occupazione femminile -, dequalificato, mal pagato perché il 60% delle donne italiane non è retribuita adeguatamente, caratterizzato da part time involontari e contratti precari. Per la Cgil – precisa Bucci – occorrono quindi un piano straordinario dell’occupazione femminile, investimenti pubblici e una nuova “Carta dei diritti di tutte e tutti”. Come si legge nella nostra piattaforma, l’obiettivo che ci siamo date è aumentare i congedi parentali, la formazione obbligatoria dopo la maternità. Riconoscere il lavoro di cura, garantire più asili nido e interventi a sostegno della non autosufficienza, nonché nuovi incentivi su politiche di condivisione e conciliazione».
«Oggi – prosegue la segretaria – sono “normali” le diseguaglianze nei luoghi di lavoro, ma anche nel welfare e nell’accesso ai servizi alla salute. Quest’ultima disparità di trattamento, in particolare non è neutra: uomini e donne hanno diversa sensibilità alle patologie e rispondono in maniera diversa alle terapie. Per questo la Cgil propone una vera e propria strategia, che va dalla diffusione della medicina di genere al potenziamento dei consultori, all’esigibilità delle prestazioni della legge 194, che va pienamente applicata».
«Infine, le donne della Cgil propongono una contrattazione di genere contro le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro. Attraverso la formazione delle Rsu e di figure di riferimento. Partendo dalle scuole e ricostruendo la cultura del rispetto reciproco per contrastare questi fenomeni. Abbiamo bisogno – conclude Eleonora Bucci – di riscoprire cultura, memoria e storia per costruire tutte insieme un Paese a misura di donne. Per questo sin da mercoledì ci immergeremo nell’analisi delle situazioni più critiche e nella pianificazione delle azioni concrete per dare sostanza ai contenuti della nostra piattaforma rivendicativa attraverso percorsi condivisi per rendere più forte la contrattazione di genere nel mondo del lavoro pubblico e privato». da ilgiunco.net

Anche in Toscana allarme violenza sulle donne, la riflessione di Orlandi (Coordinamento Donne Cgil Toscana)
Abbiamo l’obbligo di interrogarci sugli episodi di violenza sulle donne che si stanno sommando nella nostra regione. Solo negli ultimi giorni: “Maltrattamenti in famiglia, arrestato 40enne nel fiorentino”, “Maltrattata in famiglia, denunciati marito e figlio 18enne nel senese”.
Le condizioni di vita possono diventare difficili quando manca il lavoro, quando si fatica a far fronte alle spese, ad educare i figli, e dover rinunciare alle vacanze; ma niente e poi niente può giustificare atteggiamenti violenti nei confronti delle donne. Si ripetono episodi di violenza sulle donne in ogni ambito familiare, più o meno abbiente, in centro o in periferia, in grandi e piccoli nuclei familiari.
Quindi? Evidentemente non serve solo inasprire le pene per confidare in un’azione deterrente. Il Codice Rosso, da solo servirà a ben poco.
Ciò su cui dobbiamo riflettere è come produrre pratiche virtuose che insegnino il valore della cura e il rispetto tra le persone. Il superamento di stereotipi che da sempre penalizzano le donne. Tutti pronti sempre a tentare di scovare un movente che giustifichi la violenza, per sentirsi quasi assolti collettivamente. Ma non ci sono assoluzioni, non ci sono scuse, attacchi d’ira, raptus, perdita della pazienza che potrà mai giustificare la violenza sulle donne. Lo sappiamo, ne siamo convinte e pretendiamo che da questa perenne tragedia si impari ad agire sulle teste, nelle culture, a scuola, nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Le norme da sole non costituiscono un’inversione di una cultura misogina che nel nostro Paese ha antiche radici. Serve che le donne possano essere libere, autonome, indipendenti, non ricattabili, che siano nelle condizioni non solo di denunciare ma di potersi difendere e allontanare, essere economicamente indipendenti. Serve la formazione al rispetto e la cultura del valore del lavoro, per tutte quelle donne che ancora un lavoro non ce l’hanno, per quelle che lavorano dentro e fuori casa, per quelle che vogliono scegliere della loro vita, dei loro amori e dei loro affetti.

(intervento a firma di Barbara Orlandi, responsabile del Coordinamento Donne Cgil Toscana)

Notizia del: mar 17 set, 2019

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