Prato Multe lavoratori in sciopero Cgil, cancellare decreti Salvini ma manifestazione Si Cobas (18.01) non è la nostra

Vanno rimosse le storture dei decreti Salvini su sicurezza e immigrazione vanno: lo chiediamo al Governo e ai parlamentari toscani della maggioranza. Sulla sicurezza, è inaccettabile che dei lavoratori rischino pesanti sanzioni economiche e penali quando lottano per difendere i loro diritti. Sull’immigrazione, è inaccettabile che chi denuncia una condizione di sfruttamento rischia di perdere il lavoro e dunque il permesso di soggiorno. A Prato bisogna rafforzare ulteriormente l’impegno contro lo sfruttamento lavorativo; in questi anni abbiamo visto sistemi produttivi basati su illegalità, soprattutto a danno di lavoratori stranieri: oltre all’impegno messo in campo dalla Regione, serve che il Governo assegni un congruo personale ispettivo. Insieme alla Cgil di Prato, esprimiamo solidarietà ai lavoratori della tintoria Superlativa multati in modo inaccettabile  in occasione di un picchetto davanti all'azienda, anche se non saremo alla manifestazione di sabato perché non ci ritroviamo nelle politiche espresse dagli organizzatori.

IL COMUNICATO DELLA CGIL PRATO
“Vanno cancellate le storture dei Decreti Salvini, norme criminogene che impediscono l’integrazione, spingono i lavoratori verso il nero e alimentano il modello produttivo illegale”. Appare netta la presa di posizione di Lorenzo Pancini, Neo Segretario Generale della Cgil di Prato che, con la propria assemblea generale, ha approvato un documento contro lo sfruttamento lavorativo, vera e propria piaga territoriale. “Non parteciperemo alla manifestazione di sabato 18 gennaio poiché non ci ritroviamo nelle politiche espresse dagli organizzatori che, nelle riunioni e nei documenti, attaccano la Cgil e postulano il conflitto sociale come fine. Ciò non toglie – sostiene Lorenzo Pancini – che nel nostro documento si affermi la necessità di sconfiggere lo sfruttamento lavorativo, di abrogare le leggi derivanti dai decreti Salvini e si solidarizzi con i lavoratori che, purtroppo, invece di essere coperti dagli organizzatori della manifestazione del 18, sono stati invogliati da questi a bloccare il traffico ritrovandosi esposti a multe e sanzioni”. Nel documento approvato dall’assemblea generale della Cgil si riconosce che “sul territorio pratese, da anni, migliaia di imprese del manifatturiero, del trasporto e della logistica, del terziario e dell’agroalimentare, a conduzione cinese ma non solo, operano al di fuori di regole e normative. Sistema che ormai è legato a interessi locali anche di italiani, per l'affitto dei capannoni industriali, per la fornitura di servizi legali, di contabilità e fiscali e di collegamento nei processi produttivi con le aziende italiane.” Secondo Pancini “è paradossale dover constatare la scarsa disponibilità di strumenti giuridici, di reti di protezione e la presenza di norme che mantengono i soggetti deboli nell’illegalità. Le norme rappresentano spesso la causa dell’impedimento all'emersione delle condizioni di sfruttamento lavorativo tant’è che, ancora oggi, molti lavoratori e lavoratrici seppur sfruttati optano per non denunciare.” Secondo la Cgil il tempo dell’analisi del fenomeno è finito, occorre iniziare a agire azioni di contrasto all’illegalità economica. “Dobbiamo inoltre coinvolgere le istituzioni locali e le forze politiche in un’azione di rivendicazione perché il Governo centrale sia celere nell’assegnazione di un congruo numero di addetti alla vigilanza e al controllo delle imprese” conclude Lorenzo Pancini che annuncia un’iniziativa sindacale sul tema del sistema dello sfruttamento lavorativo su cui far convergere le esperienze delle associazioni territoriali che si riconoscono nei valori costituzionali e nell’integrazione tra popoli.
 

Notizia del: gio 16 gen, 2020

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