Libia, approvata dichiarazione a Berlino "senza modifiche sotanziali' alla bozza preparata

I Paesi partecipanti alla conferenza di Berlino sulla Libia hanno approvato la dichiarazione finale "senza modifiche sostanziali" alla bozza che era stata messa a punto.
CONTE - "Lavoriamo per un efficace cessate il fuoco e per alimentare un processo politico in modo da rilanciare le funzioni del Consiglio presidenziale libico e del Governo libico per una stagione di riforme che riguardino il piano politico-istituzionale, economico, di sicurezza". Lo scrive in un tweet il premier Giuseppe Conte. "L'Italia crede nella forza della diplomazia e della politica, e ritiene inaccettabile la soluzione militare. Tutti dobbiamo condividere questo obiettivo a Berlino".
SERRAJ - La delegazione di Tripoli guidata dal premier Fayez al-Serraj ha rifiutato di sedersi allo stesso tavolo o incontrare il generale Khalifa Haftar a Berlino. Lo hanno riferito all'emittente 'Libya Alahrar' fonti della delegazione di Tripoli. A quanto apprende l'Adnkronos, stamane la cancelliera Angela Merkel ha tentato di far incontrare i due rivali nella sala principale della conferenza, ma senza ottenere risultati. Merkel ha rivisto separatamente Serraj e Haftar. La cancelliera è poi tornata alla conferenza, per riferire ai partecipanti dell'esito dei colloqui avuti.
RUSSIA - Ci sono "piantagrane" in Libia che vogliono "far deragliare" il cessate il fuoco, "ma penso che la seria leadership della Libia avrà volontà sufficiente, sarà in grado di rispettare il cessate il fuoco e costruire un dialogo politico che riteniamo debba essere pienamente inclusivo". Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri russo, Mikhail Bogdanov, parlando con i giornalisti. Secondo Bogdanov, al momento nel Paese il cessate il fuoco sta tenendo. Allo stesso tempo, il vice ministro degli Esteri russo ha sottolineato che in assenza di una volontà politica in Libia di fermare le ostilità ci saranno armi sufficienti nel Paese "per molti anni di guerra".
USA - "È tempo che la Libia scelga il suo futuro, un futuro libero dalle violenze alimentate da attori esterni". Lo ha detto il segretario di Stato americano Mike Pompeo. "Esortiamo tutte le parti a cogliere questa opportunità - si legge in tweet - attraverso la mediazione facilitata dall'Onu, per affrontare le questioni politiche, economiche e di sicurezza che le dividono". Pompeo a margine della conferenza ha incontrato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu e "ha espresso preoccupazione per l'intervento militare straniero nel conflitto". Pompeo e Cavusoglu, secondo una nota della portavoce del Dipartimento di Stato, hanno invece "concordato sulla necessità urgente di un cessate il fuoco duraturo e sul ritorno ad un processo politico facilitato dall'Onu". Pompeo ha avuto un colloquio anche con il ministro degli Esteri degli Emirati arabi uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Nel conflitto in Libia la Turchia sostiene il governo di Tripoli, mentre gli Emirati sponsorizzano Khalifa Haftar.
FRANCIA -
"Tocca alle Nazioni Unite negoziare i termini di un vero cessate il fuoco senza che nessuno dei belligeranti ponga delle precondizioni". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nel suo intervento alla conferenza. "Ma - ha aggiunto - tocca a noi non fare nulla che comprometta la fine delle ostilità, alimenti la guerra e crei nuove minacce per i libici come per tutti noi". "Devo esprimere la viva preoccupazione che mi ispira l'arrivo dei combattenti siriani e stranieri a Tripoli, deve cessare", ha aggiunto. (Adkronos)

Notizia del: dom 19 gen, 2020

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