Cgil, Cisl e Uil E. Romagna: una vittoria della democrazia. "Ora si proceda con scrittura nuovo Patto per il lavoro''

“Le elezioni di ieri sono state una grande vittoria della democrazia, con i cittadini emiliano-romagnoli tornati in massa a decidere il futuro di questa regione”. Così in una nota Cgil, Cisl e Uil dell'Emilia Romagna. “Ha votato il 67,68% degli aventi diritto al voto, 30 punti in più rispetto alla precedente consultazione del 2014. Complimenti al presidente Stefano Bonaccini per il risultato ottenuto, che gli consente di poter proseguire in questo nuovo secondo mandato le politiche messe in campo nella scorsa legislatura”, commentano i sindacati.
“Adesso dobbiamo continuare a percorrere un lavoro già intrapreso in questi ultimi anni, puntando sulla qualità del lavoro e sulla qualità dei servizi. Serve sin da subito una squadra competente, all’altezza delle importanti sfide che ci attendono da qui al 2025, così come è urgente una discussione che porti alla scrittura di un nuovo Patto per il lavoro. Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia Romagna sono pronte fin da subito ad aprire il confronto e ad affrontare questa nuova fase politica, economica e sociale che attende l’Emilia Romagna”, termina la nota. da rassegna.it

«L’Emilia-Romagna ha lanciato un segnale»
di Carlo Ruggiero.
Luigi Giove, segretario generale della Cgil regionale: “La campagna elettorale tossica di Salvini ha convinto gli elettori a dare un segnale di civiltà. Ora rimbocchiamoci le maniche per continuare a dare qualità e dignità al lavoro”
Il giorno dopo la vittoria di Bonaccini alle regionali in Emilia Romagna, anche in Cgil si tira un sospiro di sollievo. Il sindacato regionale s’era esposto in campagna elettorale, lanciando un appello al voto contro sovranismi, odio e paure. La vittoria del centro-sinistra è stata quindi una boccata d’ossigeno. Ne è convinto Luigi Giove, segretario generale della Cgil emiliano-romagnola. “Matteo Salvini e la Lega – dice – hanno tentato di rendere questa campagna elettorale tossica. E lo hanno fatto soprattutto negli ultimi giorni, con quella citofonata al Pilastro di Bologna e con la terribile manifestazione di Bibbiano. Questi gesti hanno probabilmente convinto gli ultimi indecisi che era arrivato il momento di dare un segnale dalle urne. Al di là della vittoria di alcuni partiti politici, è stata soprattutto una certa cultura politica a prevalere”.
Rassegna Tu sei anche residente a Bibbiano, il paesino al centro di buona parte del dibattito della campagna elettorale...
Giove Io vivo lì da più di venti anni. E so che Bibbiano è il tipico paese emiliano, dove le cose funzionano e la gente è cordiale e accogliente. La Lega ha voluto trasformarlo in un luogo di mostri, ma la comunità ha reagito. Lo ha fatto in piazza con le sardine, e poi nelle urne col voto. Così facendo ha scacciato non solo la Lega, ma una certa idea di politica fatta solo di paura e di nemici. Io sono molto soddisfatto anche di questo, della reazione democratica di uomini e donne che hanno dimostrato un senso civico che mi fa sperare per il meglio.
Rassegna Ma quella di Bonaccini è stata anche la vittoria del buongoverno e delle buone relazioni che si sono create tra istituzioni e parti sociali. In Emilia Romagna, negli ultimi anni, questo modo di agire insieme ha prodotto risultati importanti come il Patto del lavoro del 2015.
Giove Quello è stato un risultato importante. Non è un caso se per 5 anni siamo stati ai vertici delle classifiche per export, Pil, valore aggiunto e occupati. E non è un caso se insieme a Cisl e Uil abbiamo proposto alle forze politiche che si sono presentate alle elezioni di stipulare un nuovo patto.
Rassegna Quali sono gli obiettivi del sindacato nella prossima legislatura?
Giove Ora è il momento di continuare questo lavoro, e di andare in profondità sulla qualità del lavoro e sulle retribuzioni. Dobbiamo anche implementare i servizi pubblici, nel sociale e nella sanità. Dopo aver raggiunto importanti risultati su Pil, export e occupazione, bisogna redistribuire la ricchezza in maniera più equa rispetto al passato. Dobbiamo puntare alla natura dei posti di lavoro, che sono spesso precari o part time involontari. Bisogna mirare alle tre grandi sfide che segneranno il futuro della Regione: la rivoluzione digitale, la difesa dell’ambiente e la crescita demografica. Questi temi, se interpretati per il verso giusto, possono davvero migliorare il lavoro e la vita di molti.
Rassegna L’Emilia Romagna può essere un modello per il resto del Paese?
Giove Quando hai la disoccupazione al 10%, la devi ridurre. Quando l’hai ridotta, devi andare oltre. Non possiamo riposarci dopo lo scampato pericolo. Se siamo arrivati al fotofinish con questa destra è perché evidentemente ci sono dei problemi da affrontare. Ma credo che il metodo emiliano-romagnolo possa davvero rappresentare un riferimento per il centro-sinistra e per l’Italia intera. Abbiamo dimostrato che vogliamo continuare a essere una regione europea, integrata, solidale e sostenibile. E possono esserlo anche le altre”. da rassegna.it

Emilia-Romagna, a scrutinio ultimato Bonaccini governatore col 51%
Stefano Bonaccini è ufficialmente il governatore dell'Emilia Romagna e inizia il suo secondo mandato alla guida della Regione. Mancano, infatti, un paio di sezioni perchè sia terminato lo scrutinio delle 4.520 sezioni allestite e il candidato del centronistra ha ottenuto il 51,4% dei consensi, oltre un milione e 195 mila voti. Staccata di otto punti percentuali dietro di lui la candidata del centrodestra, la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, con il 43,6%, che supera comunque quota 1 milione di voti. Terzo a grande distanza il candidato del Movimento Cinquestelle, Simone Benini, con appena il 3,4%.

E.Romagna:2020 a Sinistra,indica che percorso Toscana giusto
"Il risultato elettorale in Emilia Romagna, così rotondo e inequivocabile, indica che il percorso intrapreso in Toscana da 2020 a Sinistra è quello giusto. Infatti, per sconfiggere la destra occorre dar vita ad una coalizione, sociale e politica, ampia e inclusiva dei progressisti. In essa la sinistra, in Emilia Romagna con la lista Coraggiosa, ecologista e progressista, dà un contributo importante". Lo afferma Simone Siliani, coordinatore di 2020 a sinistra, raggruppamento che riunisce Articolo 1 e Sinistra italiana, commentando l'esito delle elezioni regionale in Emilia Romagna. "Mentre fuori da questa coalizione la sinistra di testimonianza non ha spazi - aggiunge Siliani in una nota -: i tre candidati che ad essa si richiamano, ma alternativi a Bonaccini, si partiscono un misero 1% dei consensi senza neppure entrare in Consiglio regionale. Il crollo del M5s conferma l'illusorietà di conquistarsi uno spazio di splendido isolazionismo quando lo scenario politico è così polarizzato". Per Siliani, "i risultati dell'Emilia Romagna sottolineano l'importanza di una coalizione che sia anche sociale, cioè che mobiliti la società dal basso: è questo il contributo, decisivo, apportato dal movimento delle Sardine che ha saputo scuotere dall'apatia e dall'indifferenza migliaia di persone e impegnarle contro la destra e per un cambiamento nella politica del centrosinistra". "Come in Emilia Romagna - conclude -, in Toscana il rischio - concreto e pericoloso - di una affermazione della destra deve spronarci tutti a unire le forze progressiste e, all'interno di queste, quelle di sinistra, ecologiste e civiche".(ANSA).

Notizia del: lun 27 gen, 2020

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