Coronavirus: violenza sulle donne, il Coordinamento Cgil Toscana sposa la campagna "Mascherina 1522"

La situazione di questa emergenza coronavirus continua ad essere complessa e anche la nostra organizzazione sta facendo la sua parte. Le Camere del Lavoro sono comprensibilmente sotto pressione per tutelare i lavoratori e le lavoratrici in ogni modo.

Alla luce di tutto questo, è bene tuttavia non scordarsi delle ulteriori situazioni  di  fragilità che si consumano dentro questa tragedia collettiva. Sono già diverse le situazioni di violenza domestica che la forzata convivenza corre il rischio di far esplodere, ma sono anche numericamente scomparse  le denunce, segno considerato particolarmente preoccupante. Solo per citare uno dei tanti episodi di cronaca di questi giorni : a Padova una donna, in quarantena col marito violento, dopo una banale lite è stata massacrata a colpi di mattarello e salvata solo dai carabinieri, allertati dai vicini che avevano sentito le urla.

Una iniziativa utile per aiutare le donne vittime di violenze in questa fase così particolare, allo stato attuale, può essere quella di diffondere "Mascherina 1522, " il nome in codice in Italia per denunciare la violenza.

Di cosa si tratta? Semplice: come può chiedere aiuto una donna in pericolo, reclusa in casa col suo aguzzino?  In Spagna basta entrare in una qualsiasi farmacia e dire «mascherina 19». Anche l'Italia segue l'esempio: "Mascherina 1522" è infatti la campagna lanciata da "Staffetta democratica" per aiutare le vittime di violenza durante l'emergenza coronavirus. É questo il grido di aiuto che sarà raccolto dalle farmacie e da qualsiasi presidio sanitario, facendo scattare l'intervento delle forze dell'ordine. Il nome in codice che in Italia consentirà alle vittime di denunciare l'abuso senza neanche dover fare una telefonata.

Possiamo diffonderlo attraverso i social network e gli sportelli/telefono della Cgil.

È importante poi sottolineare, infine, l'importanza della decisione del procuratore di Trento, Sandro Raimondi, che stabilisce che in caso di violenza domestica non saranno più le donne e i bambini a dover lasciare la casa bensì dovranno essere i maltrattanti: l'auspicio è che tale misura venga estesa in tutto il territorio nazionale.

Firmato: Barbara Orlandi, Coordinamento Donne Cgil Toscana

Notizia del: mer 25 mar, 2020

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