CDR LUCCA PISA LIVORNO: SCIOPERO DEI DIPENDENTI 'LA BANCA FA UTILI MA TAGLIA I POSTI'
 Non cessa la mobilitazione dei dipendenti della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno che chiedono l’assunzione dei precari e garanzie sul futuro di altri 25 colleghi che hanno un contratto a termine. I sindacati di categoria Cgil e Cisl, la Dircredito e la Federazione autonoma bancari hanno annunciato un altro sciopero per lunedì. Secondo i sindacati, la banca ha raddoppiato i profitti, ma non intende sanare i vuoti in organico che hanno reso intollerabili i ritmi di lavoro. «Scioperiamo - dicono - per convincere l’azienda a riassumere i 20 precari che a maggio non sono stati prorogati e a dare precise garanzie per altri 25 lavoratori con contratto a termine in scadenza nei prossimi mesi. Sono necessarie ulteriori assunzioni per fronteggiare le carenze di organico delle filiali. La Cassa con l’ultimo bilancio ha raddoppiato i profitti, ma costringe il personale a molte ore di straordinario, ad accumulare ferie e permessi arretrati e a condizioni di lavoro troppo pesanti». Secondo i sindacati, per molte piccole filiali durante l’estate è a rischio la continuità del servizio per la mancanza di personale addetto alle sostituzioni per fronteggiare ferie e assenze impreviste: «L’estrema carenza di organico costringe a sostituzioni estemporanee con continui spostamenti del personale che si trova spesso in situazioni di massimo rischio nelle piccole filiali, anche in completa solitudine e senza la conoscenza della clientela. Inoltre i rischi per il personale vengono accentuati da un modello organizzativo che ha ridotto il personale addetto allo sportello per concentrare l’attività dei responsabili della filiale e delle figure intermedie sui vari budget e sulle campagne commerciali. La carenza di personale rende impossibile per molti lavoratori fruire del diritto contrattuale alla formazione, e anche questo porta a rischi professionali sempre maggiori nel servizio alla clientela». Le organizzazioni sindacali vogliono lottare anche contro «l’ingiusto trattamento riservato ai precari che devono essere richiamati in una prospettiva di progressiva stabilizzazione del lavoro. Se mandano a casa i precari anche le aziende che hanno aumentato fortemente la produttività e la redditività e che hanno estrema necessità di organico, che tipo di prospettive possono avere i giovani del nostro territorio? La Fondazione non teme il deteriorarsi in modo irrimediabile del rapporto tra Cassa e territorio?». DA IL TIRRENO
Notizia del: ven 12 giu, 2009

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