PIAGGIO: DUE OPERAI SU TRE HANNO ADERITO ALLO SCIOPERO SULLA SIICUREZZA
Due ore di sciopero, con corteo dallo stabilimento all’Asl, due isolati più in là. Alla Piaggio hanno partecipato alla manifestazione di protesta sulla sicurezza (dopo che il giorno prima un loro collega si era infortunato), due dipendenti su tre: il 70% per la Fiom-Cgil; il 60 per fonti vicine all’azienda. «Una partecipazione sentita e un’alta adesione» è il commento di Marcello Franchi, Fiom. Ma l’aspetto più importante lo sottolineano gli operai. «È nato tutto spontaneamente, senza che ci fossero sindacati alle spalle». Forse un segnale alle divisioni che ci sono tra le segreterie. Di spontaneo c’è stata la decisione, durante l’assemblea fatta davanti al bar Mauro, del corteo. E, per strada, di bloccare il traffico. Se ne sono accorti gli automobilisti che percorrevano via Roma, dalle parti dell’ospedale. «Ha partecipato gran parte dello stabilimento - spiega Belinda Caglieri - le linee erano tutte ferme». L’infortunio era avvenuto mercoledì pomeriggio all’officina 9. Non grave, per fortuna. «Ma sulla sicurezza si deve fare di più - spiegano Angela Recce e Antonella Bellagamba, entrambe Fiom, quest’ultima anche delegata Rsl - denunciamo ogni mese decine di cose che non vanno, ma non abbiamo risposte». Quel pacco di segnalazioni, ieri, una delegazione di lavoratori l’ha portata negli uffici dell’Asl. Oggi potrebbe esserci un sopralluosgo nell’officina dov’è avvenuto l’infortunio. «Questo sciopero - spiega Claudio Bardi, anch’egli Fiom - è dei lavoratori. Guardatevi attorno, non c’è un segretario: chiediamo più sicurezza, in azienda ci sono anche 40 gradi, qualche volta manca addirittura l’acqua o i sali minerali che l’azienda ci dà per affrontare la calura». Mancavano i segretari. Marcello Franchi, della Fiom era impegnato in una delicata vertenza a Pisa, all’Unione industriale. Ha dato il suo sostegno con una telefonata. E con un comuicato nel quale dice di non «comprendere e di non condividere la presa di distanza di Fim E Uilm. Su questi temi, serve un’azione seria e credibile». Non è un segreto che erano divisi sulle procedure della protesta. «Una forzatura della Rsu - dice la Fim - che non aiuta un intervento serio sui problemi della sicurezza. C’è l’apposita commissione». E così anche la Uilm. «Giusta la mezz’ora di sciopero immediatamente dichiarata dalla Rsu - afferma la Uilm - L’altra protesta decisa parzialmente e precocemente da parte della Rsu, non ci trova d’accordo: era più utile fare assemblee per evidenziare le anomalie alla commissione sicurezza e ambiente». DA IL TIRRENO
Notizia del: ven 10 lug, 2009

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