PRATO: FLOWERS, SALARIO COL CONTAGOCCE I SOLDI DELLA CASSA NON SI VEDONO ANCORA
 E’ un anno intero che riscuotono col contagocce. Poche centinaia di euro al mese, poco più delle ore lavorate negli ultimi mesi. E’ quanto accade nelle aziende Gruppo Flowers Controllo qualità, Textile service e Gtf quality control, 112 dipendenti. I lavoratori non hanno ancora riscosso né la gran parte dei mesi di cassa integrazione ordinaria (terminata ad aprile e già autorizzata dall’Inps di Prato) nè la cassa integrazione straordinaria cominciata il 27 maggio scorso e prevista fino a maggio dell’anno prossimo. Una situazione che sta sfinendo una parte dei lavoratori (circa il 70 per cento, quelli per cui la la cigs viene effettivamente utilizzata) costretti ad andare avanti con pochissimi soldi al mese. La non riscossione della cassa ordinaria era, in realtà, preventivata. L’azienda non aveva accettato di anticiparla ai propri lavoratori, come finora sta accadendo in molti casi analoghi nel distretto, per cui i dipendenti sapevano che prima della scadenza dell’ammortizzatore sociale non avrebbero visto un euro se non i soldi delle ore che avrebbero lavorato nel periodo di cassa integrazione. Alla scadenza della cassa integrazione ordinaria però quei soldi non sono arrivati, l’azienda ha pagato solo il mese di luglio. A fine maggio è stato firmato l’accordo di cassa integrazione straordinaria con i sindacati dove le aziende si erano impegnate ad anticipare i soldi, circa 700 euro al mese, ai lavoratori per i primi tre mesi, in attesa che la pratica fosse accettata dal Ministero. E anche quei soldi, disattendendo l’accordo, non sono stati pagati se non con piccoli acconti di 100-200 euro al mese. L’azienda si è giustificata con i sindacati e i lavoratori spiegando di non aver riscosso dei crediti vantati nei confronti di un’altra azienda di Prato. Cinquantamila euro di ricevute bancarie il cui pagamento è stato spostato a settembre. Una situazione di mancanza di liquidità comune a molte aziende pratesi ma che sta mettendo in difficoltà i lavoratori in cassa integrazione del Gruppo Flowers e che crea tensione all’interno dell’azienda dove invece coloro che lavorano, e non rientrano nella cassa integrazione, riscuotono lo stipendio intero e con regolarità. «Se è comprensibile che un’azienda si trovi in difficoltà per un periodo per mancanza di liquidità dovuta alla crisi che sta investendo il distretto - spiega il sindacalista Enzo Fattori della Filtea Cgil sentito sulla vicenda - è difficile spiegare perché i trattamenti sono diversi. I lavoratori in cassa integrazione si sentono di serie B rispetto ai colleghi che lavorano. Era utile che i soldi disponibili fossero ripartiti tra tutti in modo da non far gravare la crisi solo su una parte dei dipendenti». Ile.R. DA IL TIRRENO
Notizia del: ven 31 lug, 2009

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