SIENA: SCUOLA, TAGLI INDISCRIMITATI I DISABILI PRIME VITTIME
UNA SITUAZIONE di grave difficoltà se non di emergenza vera e propria con ripercussioni gravi su docenti, personale Ata ed alunni. Un grido d’allarme quello sulla scuola lanciato dalla Flc-Cgil già da un anno: con queste premesse, dicono, già a partire da settembre si potrebbero profilare le condizioni per una mobilitazione generale del comparto. Anche per quest’anno si profilano infatti tagli di risorse e di personale tali da mettere a serio rischio la qualità e la sopravvivenza stessa della scuola pubblica. «I tagli sul personale e il contemporaneo innalzamento degli alunni per classe compromettono la qualità dell’offerta formativa garantita fino a ieri – è la denuncia di Lorenzo Micheli, neo segretario della Flc-Cgil – Il rischio è che gli alunni vengano trasferiti in altre scuole con la conseguente chiusura di realtà scolastiche oramai radicate nei territori». I dati sembrano, da questo punto di vista, incontrovertibili: 15 docenti in meno per la scuola dell’infanzia, 27 per la scuola primaria e altrettanti per la scuola secondaria di primo grado. Ma non solo. A destare preoccupazione anche i tagli al personale Ata che creerebbero gravi problemi per la sorveglianza degli alunni e per l’apertura stessa dei plessi scolastici (in primis quelli di Montalcino, Asciano e Sovicille): gli assistenti amministrativi passeranno da 229 a 218, quelli tecnici da 74 a 69, i collaboratori scolastici da 682 a 640. Le situazioni di emergenza non finiscono qui ma toccano altri due aspetti delicati: la disabilità e il precariato. Sul primo punto si assiste, a fronte di un aumento di 12 studenti diversamente abili, ad una riduzione di 13 insegnanti di sostegno. E poi ci sono i precari che, dopo anni di lavoro nelle scuole, «si trovano in una posizione di assoluta incertezza sociale, senza ammortizzatori sociali e dentro la quale anche la trasparenza delle situazioni non è certa», come sottolineato da Lorenzo Micheli. «Il vero dramma della scuola – conclude il segretario – è che oggi viene vista solo come una spesa e non come un investimento per il futuro, un indispensabile strumento di formazione e di istruzione, una formidabile arma di coesione sociale». Premesso tutto ciò, la Flc Cgil ha invitato «il Dirigente dell’Usp ad attivarsi affinché nella nuova attribuzione dell’organico di fatto siano garantiti i bisogni delle scuole e dei territori e a rendere trasparenti tutte le operazioni relative ad immissioni in ruolo e nomine annuali; gli Enti locali a prestare attenzione al diritto dei territori ad avere istruzione di qualità, sicurezza e tutele nelle scuole ed ad attivare tavoli territoriali con la funzione di monitorare la situazione».
di FRANCESCO IANNIELLO DA LA NAZIONE
Notizia del: ven 31 lug, 2009

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