SCUOLA: LA RABBIA DEI PRECARI MONTA IN TUTTO IL PAESE
Migliaia di docenti precari della scuola sono disperati, e protestano in tutta Italia. A pochi giorni dalla ripresa delle lezioni, i tagli del governo hanno come effetto il mancato rinnovo dei contratti per i docenti non di ruolo, tanto che la rivista di settore Tuttoscuola (vedi sotto) stima che 110 mila insegnanti precari non troveranno una collocazione nel nuovo anno scolastico.

Questa mattina in redazione è arrivata la mail di Paola, “un'insegnante – ci scrive - vittima come migliaia di persone dei tagli irresponsabili alla scuola. Bisogna dar voce alle varie forme di protesta che stanno prendendo voce in tutta Italia. Abbandonati e dimenticati da tutti, anche noi (alcuni fortemente) stiamo vivendo un dramma sociale che si aggiunge a quello causato dalla crisi economica”.

Paola condivide la sua denuncia con migliaia di altre persone, vittime, da un anno all’altro, della scure impugnata da un lato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti (artefice dei tagli al bilancio) e dall’altro dalla ministra dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, piuttosto insensibile – denunciano insegnanti e sindacati – al dramma di questi giorni. E’ sempre Tuttoscuola a ricordare che nell'anno scolastico passato gli insegnanti con contratto a tempo determinato furono oltre 131 mila. E che di questi solo 8 mila hanno firmato, negli scorsi giorni, un contratto a tempo indeterminato. Per tutti gli altri, secondo Tuttoscuola, “sarà molto difficile che venga confermata la nomina a tempo determinato come è quasi sempre avvenuto in questi anni”.

La protesta monta. Solo in Campania sono 8 mila i posti a rischio, e oggi (31 agosto) a Napoli una cinquantina di precari ha bloccato per diverse ore le operazioni di immissione in ruolo e le nomine annuali degli insegnanti, manifestando nella sala d'attesa dell'ufficio scolastico regionale. Ci sono stati gli inevitabili “momenti di tensione” (come li battezzano le agenzie) seguiti dall’intervento della polizia e, addirittura, della Digos (riferisce l’Agi). Un’altra protesta si è svolta a Cosenza davanti al Provveditorato degli studi, che ha tagliato 450 posti di lavoro nella provincia. Ancora in Campania, a Benevento, sette precarie in attesa del ruolo da oltre dieci anni e iscritte al `Comitato insegnanti precari', si sono recate sul punto più alto dell'ex provveditorato: chiedono garanzie sul proprio futuro e su quello dei 500 colleghi sanniti che rischiano di rimanere disoccupati. A Caserta, due giorni fa, un marito e una moglie, amministrativi senza lavoro, hanno minacciato per ore di lanciarsi giù da una finestra dell'ufficio Scolastico provinciale.
DA RASSEGNA.IT
Notizia del: mar 01 set, 2009

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