MASSA CARRARA: TUTTI IN CASSA INTEGRAZIONE
L’analisi degli addetti ai lavori è: il peggio è passato, ma le ripercussioni della crisi globale sul mondo del lavoro si faranno sentire ancora per lungo tempo. Nell’economia apuana sembra proprio così. Centinaia di lavoratori in cassa integrazione, aziende che chiudono o ricorrrono alla mobilità. E neanche un segnale di inversione di tendenza. Qui la recessione non ha risparmiato alcun settore. Alla crisi delle aziende più grandi - a cominciare da Eaton: 345 dipendenti con due anni di cassa integrazione speciale, di cui uno quasi trascorso senza che si intravvedano prospettive di riconversione - si è aggiunta quella delle imprese più piccole. «Durante l’estate - dice Patrizia Bernieri, segretaria provinciale di Cgil - non abbiamo fatto altro che che accordi in deroga per concedere la cassa integrazione alle aziende sotto i 15 dipendenti. Soltanto in agosto abbiamo siglato 25-30 accordi. Spesso, si tratta di attività con due-tre dipendenti, del commercio, del terziario che hanno difficoltà ad andare avanti. E spesso queste realtà chiudono, spariscono da un giorno all’altro. Siamo molto preoccupati: non vediamo alcuna prospettiva per il futuro di Eaton come di Ica. Il futuro di Nca è fosco, l’amministratore delegato Mor dice pubblicamente che il capitolo commesse Grimaldi è chiuso. Senza nuove lavorazioni per il cantiere si apre una fase di cassa integrazione senza uscita...». L’elenco delle aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione o alla mobilità è lungo. In alcuni casi, pochi, i sindacati sono riusciti a ottenere contratti di solidarietà. Come a Cofarpa. «Ma, altrove - dice ancora Bernieri - registriamo rigidità da parte delle aziende. Le trattative con BiNavi (gruppo Bogazzi) per evitare la mobilità (per 10 dipendenti) ne sono un esempio. La moblità riguarda anche il settore pubblico come Evam (10 lavoratori); la carpenteria (Franzin è in liquidazione, 130 addetti sono in mobliità). Tutti i 56 dipendenti di Effemeccanica sono in cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività: Alla Gaspari si fa cassa ordinaria a rotazione per 30 lavoratori; Redcom (meccanica per il marmo) fa cig per 35 operai; 20 sono alla Ilmet (carpenteria meccanica); alla Syntech l’intero personale (60 unità) va in cig a rotazione. Non si salva il settore trasporti. I portuali della Porto Spa di Marina di Carrara e gli autotrasportatori della collegata Setraport sono anch’essi alle prese con la cassa integrazione (che, non dimentichiamolo, taglia le buste paga del 20-30%). E poi, l’inasprirsi della vertenza Ciet (vedi articolo qui sotto). O la Skf che chiede la mobilità per 15 dipendenti e prosegue la cassa integrazone attivata a rotazione per buona parte dei 160 addetti. Commenta la Bernieri: «Di fronte a questa realtà mi sembra stupefacente ragionare sulla divisione degli utili di azienda, sulla contrattazione decentrata di secondo livello. Qui da noi, a quali utili portrebbe compartecipare un dipendente? Quale integrativo di contratto potrebbe chiedere? Claudio Figaia
DA IL TIRRENO
Notizia del: mar 01 set, 2009

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