PISTOIA: QUIRICONI (CGIL) 'AUTUNNO NERO' LE CIFRE DELA CRISI
 L’Italia di inizio settembre è storicamente quella del rientro dalle ferie con i portoni delle grandi aziende che riaprivano. Ma nel 2009 il 1 settembre è stato un altro giorno simbolo di una crisi occupazionale che anche a Pistoia non accenna ad allentare la presa. Alle dichiarazioni fiduciose di alcuni ministri e associazioni di categoria del territorio, risponde duramente la Cgil. Il segretario Daniele Quiriconi disegna un quadro tragico con quasi 12 mila persone della provincia di Pistoia che nei primi otto mesi dell’anno hanno visto aggravarsi se non dissolversi stato di lavoro e stipendio. E non c’è traccia della decantata ripresa nel secondo trimestre dell’anno, solitamente picco produttivo di settori quali moda e abbigliamento. Una crisi che attanaglia sempre più il capoluogo e la Piana, compare in settori nuovi come l’edilizia e taglia le gambe alle donne che, come ha ricordato Jessica Beneforti, sono più della metà dei lavoratori che perdono il lavoro in una provincia che è già penultima in Toscana per l’occupazione al femminile. La crisi continua Gennaio- agosto 2009 sono stati otto mesi nerissimi a Pistoia dove alla sparizione di grosse aziende multinazionali come Mas e Radicifil, si somma la crisi senza fine di tessile e mobile. Da gennaio sono 5994 le persone iscritte alle liste di disoccupazione e mobilità (contro le 3024 a luglio dell’anno scorso) più circa 1200 lavoratori con contratto a termine o interinali non rinnovati. 4689 sono i lavoratori interessati da cassa integrazione, contratti di solidarietà e riduzione di orario. La matematica è implacabile e in tutto sono 11.833 i lavoratori (e le famiglie) su cui la crisi si è abbattuta come uno tsunami. Autunno a rischio botto Il rischio più grosso è quello di una fetta consistente dei lavoratori (circa 600) che a ottobre vedranno esaurirsi la cassa integrazione. «Se non ci saranno deroghe a questo provvedimento, come noi chiediamo da tempo - dice Quiriconi - sono tutte persone che si troveranno senza nessun ammortizzatore sociale». Cassa integrazione Impressionante anche l’aumento delle ore di cassa integrazione (dalle 189.000 dei primi otto mesi dell’anno scorso, alle 650.792 ore del 2009 per un triste +342%). Male industria, artigianato e...nigth club Altissimo il numero di vertenze stilate dalla Cgil dall’inizio dell’anno (1611 di cui 1054 venute dalla zona pistoiese e 557 dalla Valdinievole) che nell’80% dei casi denunciano mancati pagamenti di salario o Tfr e lavoro nero. La crisi tocca tutti Spuntano problemi anche per i lavoratori dei night club ed esplode la crisi dell’edilizia. Dai dati della Cassa edile, gli occupati in questo settore sono crollati a quota 1889 quando pochi anni fa c’erano punte di 3000 lavoratori. La crisi grava soprattutto sul comune di Pistoia e sulla piana. Difficilissima la situazione nei distretti del tessile e del mobile, per cui il secondo trimestre dell’anno di solito era il più attivo, come hanno detto Daniele Gioffredi ed Emiliano Silvestri. Invece i dati del settore abbigliamento moda non lasciano intendere nessuna ripresa visto che rimangono 120 aziende in difficoltà e i lavoratori e ben 511 lavoratori in cassa integrazione (erano 700 nei primi tre mesi). Le richieste Uno scenario che spinge la Cgil a chiedere al più presto la task force provinciale sull’occupazione, all’intervento forte del Ministero delle attività produttive (definito “grande assente”), a spingere pubblico e privato a cercare nuovi investimenti da fare sulla nostra zona e la definizione della situazione di aziende come la Recoplast per cui sussistono interessi di nuovi soggetti imprenditoriali. Elisa Pacini DA IL TIRRENO
Notizia del: mer 02 set, 2009

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