MASSA: GLI OPEREAI CIET 'OCCUPANO' LA DORSALE
Ancora operai in strada, di nuovo bandiere dei sindacati al vento. Stavolta sono i lavoratori Ciet a manifestare. Ieri sono scesi in sciopero per altre 8 ore - come già avevano fatto lunedì - e hanno invaso per alcune decine di minuti via Dorsale. In una specie di occupazione della strada voluta per «cercare visibilità». Non esclusa, nei prossimi giorni, l’occupazione della sede. «Questi sono dei farabutti, stracciano accordi da essi stessi firmati, non ci pagano la cassa da giugno, giocano con il nostro futuro». Tira aria pesante tra i 45 lavoratori di Ciet. A far salire la tensione, il mancato rispetto - così dicono dipendenti e sindacati - dell’intesa firmata al ministero del Lavoro che trasformava l’avvio della mobilità (anticamera del licenziamento) per 17 unità lavorative in un anno di cassa integrazione speciale a rotazione, a partire dal 1º giugno. Ebbene, accusano i lavoratori, l’azienda non applica la rotazione prevista dagli accordi e tiene in Cig sempre gli stessi dipendenti. Una mancanza solo in apparenza “da poco”. Perchè dietro di essa i sindacati vedono la volontà dell’azienda di tornare indietro: al taglio del personale da era partita prima della conciliazione davanti al ministero. «Ce lo hanno detto chiaro - dicono con rabbia i lavoratori - che possiamo scioperare anche un mese che tanto questo centro lo chiuderanno. Avevano pure messo un cartello con scritto in vendita. La verità è che da una parte fingono di accettare gli accordi, dall’altra lavorano in direzione contraria». I timori delle maestranze sono quelli, dunque, della soppressione della sede massese e del trasferimento del personale in altre sedi. «Se mi spostano a Montecatini, che faccio con 1.200 euro in busta paga: spendo tutto in trasferte?», ringhia un operaio. «Era facile prevedere questo esito, i titolari dell’azienda, Piero Mancini e Sergio Lucherini, non sono affidabili», accusa un altro. All’origine della crisi di Ciet (circa 680 dipendenti in Toscana, di cui 180 a rischio mobilità) e della conseguente richiesta di tagli da parte della dirigenza, la riduzione delle commesse di questa azienda che opera nel settore dell’impiantistica telefonica (fa allacciamenti, riparazioni, installazioni per conto di Telecom e altre imprese). «Ma l’obiettivo della società - accusano i lavoratori - è di liberarsi del personale e di operare con il ricorso al sub-appalto indiscriminato». Una vertenza difficile e dura. Che la Fiom prova ad affrontare con la richiesta di aiuto delle istituzioni. «Ciet lavora molto per gli enti pubblici. E allora chiediamo che la politica intervenga, facendo leva su questo ruolo di committenza per indurre la società a rispettare gli accordi», dice Alessio Castelli, segretario di Fiom Cgil. Claudio Figaia
DA IL TIRRENO
Notizia del: mer 02 set, 2009

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