VIAREGGIO: NAUTICA, IL REFITTING RISCHIA IL NAUFRAGIO
Due consorzi, decine di aziende, nessuno spazio per lavorare. La scommessa del refitting come antidoto alla crisi della nautica rischia di naufragare in partenza. E per gli attori di questa avventura gli interlocutori (e le responsabilità) sono chiare: nel mirino, infatti, c’è l’amministrazione comunale. Nell’edizione di ieri del Tirreno il segretario della Fiom-Cgil, Lamberto Pocai, sosteneva con forza l’idea del refitting come possibile boccata d’ossigeno per un settore che si presenta all’appuntamento d’autunno con il fiato corto. E qualcuno, già dalla primavera, già da marzo-aprile, si era mosso su questa strada. Erano - infatti - stati formati due consorzi, uno sponsorizzato da Cna, uno da Confartigianato. Com’è andata a finire? Nell’«immobilismo e nell’incertezza», secondo Marina 2009, il consorzio emanazione delle aziende di Cna. Già nel mese appena trascorso, l’associazione portava alla ribalta la questione delle concessioni delle banchine, in particolare quelle della Darsena “storica”. Il presidente Marcelllo Porciani dichiarava, intorno a Ferragosto che c’era «l’impossibilità di acquisire nuove commesse per la mancanza di spazi e di certezze per il futuro. Abbiamo un potenziale bloccato di 5-6 milioni di lavoro che non possiamo commissionare e una cinquantina di posti di lavoro di indotto». Il problema è quello delle gare per assegnare i (pochi) spazi ancora disponibili nella Darsena. E - secondo Porciani - proprio il mese di settembre è la deadline, il termine temporale oltre il quale è impossibile andare. Peccato che - come ci ha confermato ieri il direttore di Cna Stephano Tesi, con una punta di amarezza, «dai giorni di quel comunicato non è cambiato niente». La nautica rischia di andare a fondo e ai lavoratori che stanno affogando non si lancia nemmeno il salvagente. La situazione di difficoltà viene confermata anche da Roberto Favilla, direttore di Confartigianato: da questa associazione provengono le aziende che hanno dato vita al consorzio Ba.Se. «Abbiamo fatto le nostre richieste per le aree - spiega Favilla -, che abbiamo individuato, ovviamente nella zona della Darsena. Però ancora niente si è mosso, anche perché dal Comune ci spiegano che ci sono impegni che derivano dalla precedente amministrazione». Certo, Confartigianato ripeterà le proprie istanze all’amministrazione, a partire dall’appuntamento di sabato prossimo nel convegno che si terrà al centro congressi Principe di Piemonte. Ma il tempo stringe, e i rischi aumentano: «Già diverse aziende sono andate a fare refitting altrove - prosegue Favilla -. Qui servono spazi e infrastrutture, come l’asse di penetrazione». E il comune? Interpellato, il vicesindaco (e assessore alle attività portuali) Alberto Benincasa spiega che «la nostra posizione è stata espressa in maniera chiarissima nel consiglio comunale del 5 febbraio». Poi aggiunge: «Lì individuavamo i punti di riferimento del porto: la pesca, il turismo “ittico”, la produzione navale e, al quarto punto, proprio il refitting. Vogliamo fare di Viareggio un punto di riferimento e organizzare qui una fiera internazionale del refitting. L’8 settembre presenteremo i progetti del Piuss, all’interno del quale speriamo venga finanziato il polo tecnologico della nautica. Trovo assurdo che ci si svegli ora, a settembre, per scoprire che la nautica è in difficoltà». Il dibattito non si ferma qui. Egisto Passaglia, del Fadel, punta il dito sul «sovraccarico della nautica rispetto alla limitatezza degli spazi. È necessario ridimensionare le strutture e delegare esclusivamente i cantieri navali attrezzati a questa delicata bisogna». Paolo Puccinelli, di Unire la sinistra, punta invece il dito sull’amministrazione comunale che «mai ha pensato ad affrontare con determinazione la situazione. Mai chi governa la città sede di aziende leader mondiali della nautica ha intuito la necessità di avviare percorsi e processi in grado di contrastare la crisi. Non è più tempo di indecisioni e balbettii». Luca Cinotti
DA IL TIRRENO
Notizia del: mer 02 set, 2009

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