FORTE DEI MARMI (LU): SAN CAMILLO, SERVONO GARANZIE
Garanzia del posto di lavoro e del futuro dell’azienda. I lavoratori del San Camillo sono pronti a tornare sulle barricate mentre sul bilancio 2008 grava una perdita di esercizio di oltre 4 milioni e mezzo di euro. Il buco venuto alla luce è stato accolto gelidamente dai sindacati nell’assemblea dei lavoratori: «Da quando - spiegava Marco Morbidelli della Cgil - è stato licenziato Ferrari (l’ex direttore generale) l’azienda perde un milione di euro al mese: 230 famiglie hanno il diritto di vederci chiaro. Come è stato possibile? Fino a tutto il 2006 questa era un’ azienda sana. Il buco non è dovuto alle nuove sale operatorie, per quelle opere c’era un fondo a parte». In primo piano la battaglia tra i soci della Versilia Righi, società che gestisce il San Camillo: Kinetica che ha la maggioranza e i padri camilliani. Ieri era in programma anche l’assemblea dei soci. Gino Gumirato, alla guida di Kinetica e direttore generale di Versilia Righi, spiega che «i padri camilliani non si sono presentati, non era quindi possibile procedere alla ricapitalizzazione. L’assemblea è riconvocata per il 17 settembre. I timori dei lavoratori sono in parte condivisibili, ma esiste un accordo sulla ricapitalizzazione firmato dal rappresentante legale della provincia piemontese dei camilliani. Un contratto a cui loro non stanno adempiendo. Kinetica si è presentata all’assemblea con un assegno da 2 milioni di euro, non vuole certo la liquidazione dell’azienda». Le date sono importanti in questa storia. Il 16 è attesa la sentenza dell’arbitrato che riguarda Versilia Righi e la cooperativa Albitalia, che contesta lo scioglimento del contratto di gestione di una parte della casa di cura a Genova in mano proprio alla Versilia Righi che rischia una pesante multa. Il 18 dovrebbe svolgersi l’incontro tra Regione, Versilia Righi e sindacati. Che criticano l’aumento di budget, circa 1,2 milioni in arrivo al San Camillo dalla regione Toscana tramite l’Asl Versilia. «Il deficit - attacca Denise Amerini, responsabile regionale Cgil per la funzione pubblica - è così grave che una cifra del genere non serve a nulla, soprattutto in un momento di seria incertezza». Le nubi sul San Camillo sono tali, racconta Morbidelli, che «sono stati fatti firmare ad alcuni primari dei contratti integrativi. Come dire: più soldi per evitare fughe dei chirurghi spaventati». Circostanza smentita da Gumirato: «Stiamo rivisitando da un mese e mezzo i contratti di tutti i 60 medici, da cui ci aspettiamo un contributo di serietà per ridurre il deficit». Alessandro Cesarini
DA IL TIRRENO
Notizia del: ven 11 set, 2009

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