SCUOLA: RETE STUDENTI MEDI, GELMINI RISOLVA CAOS O LASCI GOVERNO
''La Gelmini invita chi fa politica a scuola a lasciare le aule, non invitiamo lei a lasciare il ministero se non sara' in grado in tempi strettissimi di risolvere la situazione di delirio piu' totale in cui versa la scuola pubblica. Oggi e' il primo giorno di scuola: un primo giorno che inizia con i problemi ormai storici aggravati pesantemente dagli effetti dei tagli dell'anno scorso''. Cosi' la Rete degli Studenti Medi in una nota sull'inizio dell'anno scolastico.

''Se la situazione e' allo sbando - prosegue la nota degli studenti - la responsabilita' e' di un ministro che in questo anno non ha fatto nulla oltre a coprire con il suo sorriso e i suoi slogans i colpi di macete ai finanziamenti per scuola, universita' e ricerca. E' ridicolo spacciare il voto di educazione fisica come una 'riforma', o sbandierare cambiamenti storici nella secondaria quando si mantengono gli stessi indirizzi di adesso, mentre andrebbero diminuiti, e si riduce l'unica cosa che servirebbe aumentare, cioe' le ore di laboratorio''.

Questa settimana, annuncia la Rete degli Studenti Medi, ''incontreremo la Gelmini per capire se pensa di iniziare a fare veramente il ministro o di continuare sulla strada della falciatrice di risorse. E' evidente che i soldi per la scuola pubblica sono pochi, se il 97% delle spese se ne va in stipendi e' perche' gli investimenti sono appena sufficienti a coprire le spese per il personale. Ripartiamo a ragionare su come riformare la scuola assumendo un dato: il nostro investimento sull'istruzione rispetto al PIL e' del 4,9 % rispetto al 6,4% della media OCSE. Dobbiamo quantomeno raggiungere i livelli di investimento europei, altrimenti la Gelmini puo' continuare a parlare di riforme e di informatizzazione della scuola, ma i risultati non si vedranno mai''.

In questo primo giorno di scuola gli studenti della Rete sono scesi in piazza accanto ai precari nei sit in organizzati a Frosinone, Bologna, La Spezia, Cuneo, Palermo: ''Siamo a fianco dei precari per dire che la scuola dei tagli e dei licenziati senza nessun criterio di merito non e' una scuola di qualita'. Qualita' che noi ci meritiamo e non siamo disposti a rinunciarvi''.
asca
Notizia del: lun 14 set, 2009

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